Morso da un ragno violino ad Aosta: 63enne morto dopo tre infezioni

ragno-violino-aosta

Tragico episodio di presunta malasanità ad Aosta, dove la famiglia di un 63enne deceduto lo scorso 14 gennaio ha deciso di fare causa all’ospedale cittadino Umberto Parini dopo che il loro congiunto era stato morso da un ragno violino all’interno della stessa struttura. L’uomo, ricoverato per un’insufficienza renale nel reparto di nefrologia, è morto al termine di un susseguirsi di tre diverse infezioni che lo hanno colpito a seguito del morso dell’aracnide avvenuto durante il ricovero lo scorso settembre.

Morso da ragno violino ad Aosta

Il 63enne Ernesto Mantovanelli, ex paracadutista della Folgore e presidente dell’Associazione Disabili della Valle d’Aosta, venne ricoverato nel settembre del 2019 all’ospedale Parini di Aosta a seguito di un’insufficienza renale di cui da tempo soffriva. Durante la permanenza nella struttura, l’uomo è stato morso da un ragno violino che provocato un netto peggioramento delle sue condizioni di salute, già precarie a causa delle periodiche dialisi a cui era sottoposto.

Come precisato dalla stampa locale l’uomo venne immediatamente curato per il morso e dunque dimesso, ma alla fine del messe fu nuovamente ricoverato per un’infezione da stafilococco diagnosticata in ospedale durante una dialisi. Guarito anche da questa infezione viene aggredito da un altro stafilococco da epidermide che questa volta però non gli lascerà scampo, portandolo alla morte nella giornata del 14 gennaio.

VIDEO - Che cos’è il virus cinese?

Le parole del figlio

È il figlio del 63enne, Christian Mantovanelli, a commentare la morte del genitore, sottolineando come una dottoressa della struttura gli avesse raccontato che non era il primo caso di persona morsa da un ragno violino all’interno dell’ospedale: “Mio padre è morto nel giro di poche ore. La mattina avevo parlato con il fisioterapista e mi aveva detto che la visita era andata bene, che stava migliorando. Poi il pomeriggio ci ha lasciati. Siamo consapevoli del fatto che fosse un paziente a rischio, era dializzato da dieci anni, ma contrarre così tante infezioni in ospedale, fino alla morte, fa riflettere”. La famiglia dell’uomo ha deciso di intentare una causa civile nei confronti del nosocomio.

In risposta alle parole del figlio, il direttore sanitario dell’ospedale Pier Eugenio Nebiolo ha dichiarato come siano state determinanti le condizioni fisiche pregresse del paziente: “Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto. Purtroppo lo stato immunologico del paziente era già particolarmente compromesso. Certo comprendiamo il dolore dei famigliari e restiamo disponibili per fornire tutti i chiarimenti richiesti”.