Naomi Campbell divina in passerella per Alexander McQueen, ma come fa a essere sempre così magnetica?

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Photo credit: Richard Bord - Getty Images
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Falcata come poche, sguardo magnetico. Quel sorrisetto furbo sul finire della passerella e poi, voilà, si volta di spalle e torna indietro: Naomi Campbell aveva solo 16 anni quando debuttò in passerella a Parigi, per la prima volta, per la sfilata di Azzedine Alaïa. Da allora, nulla è cambiato se non la fama crescente che precede il suo nome. Nell’ultimo mese, trascorso sfilando nei calendari delle quattro settimane della moda di New York, Londra, Milano e Parigi, eccola ritornare al primo fashion show fuori calendario: la Venere Nera ha sfilato a Londra per la collezione Alexander McQueen moda Primavera Estate 2022. E la domanda è sempre la stessa: come riesce a essere la top model che ancora oggi, a distanza di anni, continua a fare la differenza in ogni singola sfilata?

In questa tournée di fashion week, abbiamo visto Naomi Campbell presidiare le passerelle dei grandi nomi della moda internazionale. In passerella a Parigi con Olivier Rousteing per i suoi primi 10 anni di direzione creativa in casa Balmain, a Milano con Kate Moss nella sfilata Fendace, in passerella per Donatella per la collezione Versace, a Londra per Alexander McQueen.

Quest’ultimo fashion show, chiamato London Skies, l’ha vista ritornare proprio nella sua città di origine, il cui cuore pulsante batte nella collezione pensata dalla direttrice creativa Sarah Burton per la maison inglese: “Mi interessa immergermi nell'ambiente in cui viviamo e lavoriamo, a Londra, e negli elementi così come li sperimentiamo ogni giorno – ha affermato Sarah Burton. - Siamo passati dall'acqua e dal fango sulle rive del Tamigi, al cielo e alla magnificenza mutevole e onnicomprensiva che rappresenta. L'opera d'arte per le stampe di questa collezione è stata scattata dai tetti dello studio, dove abbiamo la fortuna di avere uno degli scenari più incredibili della città: dalla Cattedrale di Saint Paul al London Eye. Abbiamo osservato il tempo e catturato la formazione e la colorazione delle nuvole dall'alba al tramonto e abbiamo documentato i modelli mutevoli, dai cieli blu limpidi a quelli più turbolenti”.

Photo credit: David M. Benett - Getty Images
Photo credit: David M. Benett - Getty Images

In passerella per la sfilata, Naomi Campbell ha vestito i panni di un’autentica donna Alexander McQueen, quella che Sarah Burton definisce “una cacciatrice di tempeste”. “Inseguire la tempesta – spiega la direttrice creativa - non riguarda solo la bellezza dei panorami, ma anche un senso di mistero ed eccitazione: abbracciare il fatto che non possiamo mai essere sicuri di ciò che potrebbe accadere dopo. Rinunciare al controllo ed essere direttamente in contatto con l'imprevedibile è far parte della natura, vederla e sentirla nella sua forma più intensa, essere tutt'uno con un mondo che è più grande e più potente di noi”. Mistero, imprevedibilità, controllo: non sono forse questi gli elementi chiave che hanno caratterizzato fino ad oggi parte della vita di Naomi Campbell?

Photo credit: Dave M. Benett - Getty Images
Photo credit: Dave M. Benett - Getty Images

Nel privato così come nella carriera, l’imprevedibilità della Venere Nera - diventata madre per la prima volta a 51 anni - ha tessuto una trama densa di eventi inattesi, di sorprese e momenti indimenticabili. E chissà che non sia proprio la storia personale di Naomi Campbell a generare quell’effetto magnetico che ferma il tempo quando calca una passerella. Dovreste farci caso, guardando una sfilata: quando tocca a lei, il ritmo di uscita delle altre modelle rallenta. Perché la scena è tutta sua, i riflettori sono puntati su di lei: non per gloria, ma (soprattutto) per la sua storia. Per la donna che è, oltre il ruolo di top model che riveste.

Photo credit: Jacopo Raule - Getty Images
Photo credit: Jacopo Raule - Getty Images

Dire Naomi Campbell significa fare puntualmente un salto indietro nel tempo agli Anni 90: è stata una delle super model amatissime da Gianni Versace, ma non solo. Nel 1990, insieme a Linda Evangelista, Tatjiana Patitz, Cindy Crawford e Christy Turlington, Naomi partecipò al video Freedom! di George Michael (momento amarcord riproposto da Donatella alla MFW), diretto dal regista David Fincher. Quello sì che fu un fashion moment.

Photo credit: Venturelli - Getty Images
Photo credit: Venturelli - Getty Images

Ma Naomi Campbell rappresenta anche una donna come tante, problematica come tante. Era gennaio 2007 quando, a 36 anni, fu sentenziata a 5 giorni di servizi sociali per aver lanciato in preda alla rabbia il suo telefono cellulare contro l’assistente Ana Scolavino. Anche quella volta, a conclusione dell’esperienza, Naomi chiuse il capitolo con un altro fashion moment: certa del fatto che i fotografi sarebbero stati lì, si mise in lungo. Fiera, orgogliosa, in un abito argento Dolce & Gabbana che scrisse una pagina di storia della moda mai più dimenticata.

Photo credit: Marcel Thomas - Getty Images
Photo credit: Marcel Thomas - Getty Images

Umana, pop, problematica, ma anche parte dell’immaginario dei royal. Sempre negli Anni 90, Lady Diana convocò Naomi Campbell a Kensington Palace a Londra, per fare una sorpresa al principe William che di lei aveva i poster in cameretta. Come ha raccontato il primogenito di Lady D nel documentario Diana, Our Mother: Her Life and Legacy, la principessa chiese alla Venere Nera di presentarsi con la sua cricca di amiche top model: Cindy Crawford e Christy Turlington. Questa - la storia che conosciamo, così come ci è stata raccontata e tramandata - è solo una minuscola parte di tutto ciò che aleggia impalpabile intorno all'aura di Naomi in passerella. E così sarà sempre, tutte le volte che proveremo a spiegare il magnetismo mistico della sola e unica Venere Nera.

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