Naomi Osaka parla per la prima volta di salute mentale e si prende un pausa del tennis

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Quante volte ignoriamo come ci sentiamo perché abbiamo troppo da fare? Quanto spesso tiriamo avanti il più possibile perché fermarci è fuori discussione? La nostra salute mentale viene messa spesso e volentieri al secondo posto anche perché - diciamolo - l'idea che sia un più che valido motivo per rallentare non è ancora entrato a pieno nella nostra cultura. Basta guardare la vicenda che in questi giorni ha coinvolto Naomi Osaka: la campionessa di tennis ha annunciato che si ritirerà dal Roland Garros e prenderà una pausa dal tennis per ragioni di salute mentale. Una scelta sofferta che arriva dopo un tentativo della tennista di conciliare il torneo con i suoi problemi d'ansia, tentativo fallito a fronte di un sistema che non contempla possibilità di tutelarsi a livello psicologico: o sei dentro o sei fuori. E ora Osaka - nonostante le pressioni di essere una delle campionesse più forti al mondo - si è chiamata fuori.

Photo credit: Cameron Spencer - Getty Images
Photo credit: Cameron Spencer - Getty Images

Da un po' di tempo a questa parte si è iniziato a parlare di salute mentale nel mondo dello sport. Siamo, però, ancora ben lontani dal farne un discorso articolato che non cada in cliché e stereotipi. Spesso, poi, quando un'atleta arriva ai livelli di Osaka non le è più "concessa" alcuna debolezza dato che tendiamo a vedere i nostri campioni del cuore come eroi pronti a farci sognare in campo dimenticando in parte la loro componente umana. Quello che è successo a Naomi Osaka è abbastanza emblematico in questo senso: la tennista all'inizio del torneo aveva annunciato di non voler partecipare alle conferenze stampa post partita perché per lei sono un motivo di forte ansia, specie se sommate allo stress del torneo. "Spesso stiamo lì seduti a ricevere domande che ci sono già state fatte parecchie volte o che alimentano dubbi nella nostra mente, e io non voglio essere soggetto di interazioni con persone che dubitano di me" aveva spiegato. I fan e i media però non avevano affatto preso bene la cosa: attacchi, critiche, supposizioni su presunti interessi economici (what?) e su un atteggiamento "spocchioso" da parte della tennista verso i giornalisti.

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La questione salute mentale è stata sminuita e, alla prima conferenza stampa disertata da Osaka è le è arrivata una multa di 15 mila dollari direttamente dal Roland Garros assieme a un comunicato congiunto di tutti i tornei dello Slam che ribadiva la necessità di rispettare il codice di condotta salvo squalifiche. Così Osaka è stata costretta a scegliere tra il torneo e la sua salute mentale e ha dovuto spiegare al mondo le sue difficoltà perché venissero prese sul serio. "Non era questa la situazione che avevo immaginato o che intendevo creare quando ho scritto qualche giorno fa", ha twittato la tennista, "Adesso credo che la cosa migliore per il torneo, per gli altri giocatori e per la mia salute sia che io mi ritiri così che tutti possano tornare a concentrarsi sul tennis che si sta giocando a Parigi. Non ho mai voluto essere una distrazione. Ammetto che il mio tempismo non è stato ideale e che il mio messaggio poteva essere più chiaro. Soprattutto, non avrei mai voluto banalizzare il tema della salute mentale o usare questa espressione alla leggera. La verità è che ho sofferto di lunghi episodi depressivi dallo US Open 2018 e non è stato facile conviverci".

Osaka ha detto di non voler in alcun modo attaccare i giornalisti ma ha spiegato che per lei le interviste sono motivo di forte stress. "Qui a Parigi mi sono sentita molto vulnerabile e ansiosa quindi ho pensato che fosse meglio preservarmi e saltare le conferenze stampa", ha proseguito, "L’ho annunciato in via preventiva perché mi sembra che le regole siano abbastanza obsolete e ho voluto sottolinearlo. Ho scritto in privato al torneo per scusarmi e per spiegare che sarei stata più che felice di parlare con loro una volta finito, dato che gli Slam sono intensi". La risposta è stata un muro che non ammetteva alternative e così la campionessa ha deciso di ritirarsi promettendo però di tornare e di farlo con le forze necessarie per cambiare un sistema che sembra aver perso la sua umanità. Naomi Osaka ci mancherà, ma questa partita l'ha vinta per tutti noi: dobbiamo iniziare a prendere sul serio la salute mentale nostra e degli altri.