Nei prossimi mesi saremo Tutti Nudi? Quanto la radio è diventata casa durante la pandemia

Di Manuela Ravasio
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Rai Radio 2
Photo credit: Courtesy Rai Radio 2

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Matrioske di tecnologie per vedersi tutti: via Zoom, a parlare su un sito web di un programma radiofonico che si può vedere anche in tv. Un mash-up di strumenti per onorare il più vecchio dei mezzi di comunicazione, la radio, signora che non ha intenzione di lasciare sul piatto manco un anno di vita e neanche un ascoltatore solitario. Su Zoom appaiono i volti dei tre conduttori di Tutti Nudi, programma di Rai Radio2, sabato e domenica dalle 13.45 alle 16, che può essere ascoltato e visto anche su RaiPlay, formula ibrida per consumatori di generazioni diverse. Perché la radio si consuma, ancora: ha avuto picchi di ascolti nelle giornate meno primaverili che abbiamo vissuto, durante il lockdown, è tornata compagna di viaggio per i tour all'italiana di questa estate e ora, di nuovo, intrattiene non più negli uffici (per chi vive una realtà di open-space = open mind) ma a casa, nelle giornate di smart working post neo dpcm. Ne abbiamo parlato con Pippo Lorusso, Antonio Mezzancella e Gianluca Oddo (Dj Osso), voci e volti che sostituiscono quelli dei colleghi in un ufficio, per ora, in stand by.

Come si crea intrattenimento oggi, quando tutto ciò che sappiamo è che la pandemia è la fisarmonica da suonare ancora a lungo? Quanto è cambiato il vostro mestiere?
AM
. Sono cambiate le abitudini degli orari della radio, se prima la fascia più importante e attiva era quella delle 7-9 del mattino che viaggiava per andare al lavoro e poi la fascia delle 17-20 per tornare a casa, ora gli orari sono più spalmati lungo tutto l’arco della giornata. Poi è indubbio che in questi mesi ci sia stato un cambio anche di device con cui si ascolta, vive, la radio: si ha sempre più voglia di iterazione, quindi video (RaiPlay), nei momenti più brutti vogliamo avvicinarci di più.
PL.
Nel nostro programma ci manca molto il pubblico, solitamente presente in studio, che non può esserci viste le disposizioni Covid. Ci manca perché porta la nostra trasmissione ad esprimersi al 100%. Abbiamo però mantenuto la stessa idea: essere l’ora d’aria, portare leggerezza nei mesi di lockdown e intrattenere chi era a casa, faremo lo stesso nelle prossime settimane.
GO
. Il nostro modo di fare radio è rimasto invariato, abbiamo imparato dai mesi passati che c’è bisogno anche di sdrammatizzare, in primavera avevamo creato delle rubriche sceme sulla corsa al supermercato, la lista degli animali più assurdi per uscire di casa…Mi mancano le persone che ci portavano le pastarelle in studio!

Social vs radio. Cosa cambia, come? Vince qualcuno?
AM.
È come guardare la tv o leggere un libro, immaginare e ascoltare rispetto al vedere una realtà già costruita in toto: la radio è ancora immaginazione.
PL.
Un po’ come il teatro senza filtri, con un pubblico che ti vive, la formula della radiovisione permette un contatto immediato, dove la voce fa ancora compagnia, crea un rapporto di verità con gli ascoltatori.
GO.
La radio è più vecchia della televisione ma se usata in un modo, con una programmazione, per esempio se portata agli eventi quando si potrà, sa essere più moderna e avanti della tv.

Photo credit: Courtesy RaiRadio2
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Questa estate siamo stati costretti a viaggiare in Italia, finalmente, riscoprendola. È stato e sarà così anche per la musica italiana?
DO.
C’è un appiattimento in radio, passano sempre gli stessi pezzi. Ciò che paga è la diversificazione, il nostro è un prodotto molto particolare, popolare italiano, è fondamentalmente più musica e meno parola, spesso metto cantautori italiani del passato, da riscoprire in un contesto attuale.
AM. Sono un grande amante della musica italiana, lo capisci dalle mie imitazioni, come Ornella Vanoni, lavoriamo molto su mash-up che permettono di uscire da un’omogeneità radiofonica.
PL.
Per esempio, io metto a letto moglie e figlia e ascolto autori “antichi” come Ivan Graziani, ma anche in trasmissione rispolverando i classici raccontiamo la diversità della musica, in qualche modo anche la storia dell’Italia. Vogliamo distinguerci nella proposta: nei mash-up di Dj Osso ci sono dai tormentoni passati ai cori dello Zecchino d’Oro, storia della musica italiana in toto.

Photo credit: Courtesy  Rai
Photo credit: Courtesy Rai

Una voce, un personaggio che vorreste avere come ospite a Tutti Nudi nei prossimi giorni.
GO.
Una voce mistica, tipo quella dei doppiatori, che vanno aldilà dell’attore stesso, come Pannofino, lui sarebbe perfetto.
PL. Che ne so, Al Pacino che pronuncia tutti i nostri nomi e cognomi, e ci annuncia come “Thutti Nudih” ma ti dirò anche Miriam Leone o Charlize Theron…
AM
. Beh, Albano Carrisi, per una doppietta vero vs imitato, con lui dal vivo…

Ultima, perché Tutti Nudi?
(All’unisono). Non lo sappiamo nemmeno noi, voleva essere un senza filtri, siamo come i nostri ascoltatori, e poi perché così siamo più comodi!

Photo credit: Courtesy
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