Nel 2020 Meghan Markle ci ha insegnato a scegliere la strada più difficile (se è quella giusta per noi)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Samir Hussein - Getty Images
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From Cosmopolitan

Voce del verbo "Meghan Markle": "valorizzare sé stessi e la propria salute mentale al punto da lasciare un luogo, una situazione o un ambiente in cui la propria autenticità non è voluta o considerata la benvenuta". Verbo regolare. Forma passata: "Meghan Markled". Esempi: "Where is Ryan? Oh, he Meghan Markled". Era lo scorso febbraio quando questo tweet dedicato alla #Megxit appena scoppiata era diventato virale in poco tempo e, in effetti, mostra chiaramente un lato della vicenda royal più discussa del 2020 che non va trascurato. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, i motivi dietro alla scelta di Harry e Meghan di allontanarsi da Buckingham Palace non li sapremo mai. Di sicuro sono molti e svariati: voglia di indipendenza, pressioni, dissensi interni alla famiglia e chi più ne ha più ne metta. Meghan Markle però è stata descritta spesso e volentieri come un'arrivista, viziata, troppo ambiziosa che con le sue esigenze futili ha spinto il principe Harry ad allontanarsi dal resto della family. Inutile dire che si tratta di un approccio piuttosto sessista che di default vede di cattivo occhio ogni donna che sceglie per se stessa e va contro corrente. Perché la strada presa da Meghan è difficile (e forse controversa), ma è pur sempre la sua ed è questo che la duchessa ci ha voluto lasciare in questo 2020.

Che Meghan Markle volesse fare le cose a modo suo l'avevamo già capito e del resto una donna con una carriera avviata, una voce forte e chiara e delle ambizioni personali è difficile che possa d'un tratto accontentarsi di qualche impegno istituzionale a fianco del marito. A questo aggiungiamo il fatto che la royal family non è certo il luogo più accogliente e inclusivo sulla faccia della terra (The Crown docet) e che la stampa inglese non è stata per nulla magnanima con la nuova arrivata ricoprendola di articoli al vetriolo che sezionavano ogni suo gesto, ogni suo outfit e ogni sua dichiarazione specie in relazione alla maternità di baby Archie. Per non parlare poi dei commenti velatamente (ma neanche tanto) razzisti e dell'ossessione per i rapporti della duchessa con suo padre (con tanto di lettere private sbattute in prima pagina). Sembra quindi che la pace e la salute mentale della coppia abbiano avuto un ruolo determinante nella scelta di staccarsi dalla famiglia reale e allontanarsi (almeno per un po') dai riflettori, basti pensare alle denunce intraprese contro la stampa e alle dichiarazioni pubbliche del principe Harry, decisamente preoccupato per la moglie.

Eppure prendere una decisione "solo" per il proprio bene, per la propria salute mentale, è ancora qualcosa di inaccettabile e - dobbiamo dirlo - specie per una donna. Moltissime cose vengono sempre prima: il senso del dovere, il proprio partner, i propri incarichi, il lavoro, l'apparenza. E così nella nostra società il benessere psicofisico viene messo all'ultimo posto, con conseguenze enormi (secondo uno studio pubblicato sul Journal of Abnormal Psychology il numero di adolescenti che hanno riferito sintomi depressivi è aumentato del 52% tra il 2005 e il 2017, ndr). Chi sostiene che Meghan sia un'egoista che non ha saputo nemmeno "accontentarsi" di una vita tra i reali di Inghilterra, non tiene conto che ricchezza e privilegi non bastano certo a sanare i disagi dati da un ambiente tossico dove ci si sente attaccate, criticate e non volute. Scegliere per noi stesse non è mai facile e Meghan Markle ha dovuto farlo davanti alla royal family e al mondo intero. Ci vuole coraggio per dire "io non ci sto" anche quando gli altri non capiscono. Ci vuole coraggio per cambiare direzione, per scegliere la strada più impervia perché sentiamo che è quella giusta per noi. Per dire "no" quando qualcosa ci fa male. Voce del verbo Meghan Markle ora e sempre.