Nel Governo qualcosa si è rotto. Politicamente. Umanamente

Alessandro De Angelis

Per la prima volta qualcosa si è rotto, di profondo. Politicamente. Umanamente, nel rapporto tra Salvini e Di Maio, il vero collante che finora ha consentito di tenere sotto controllo anche il gioco pericoloso di una campagna elettorale sulla pelle del governo, come se i due partiti fossero maggioranza e opposizione. Perché stavolta c'è l'atto. Ostile. L'incidente, consapevolmente causato. Suonato come "una dichiarazione di guerra". Sono irriferibili le frasi del leader della Lega quando apprende dalle agenzie la notizia che sono state ritirate, come atto unilaterale del ministro Toninelli, le deleghe ad Armando Siri, due ore dopo che è uscita la notizia dell'indagine che lo coinvolge: "Così non si va avanti" è la più potabile da trascrivere.

Logica, prassi, buonsenso, modalità di rapporto tra alleati avrebbe imposto un "confronto" prima di ogni scelta: di notizia di indagine si tratta, non di un arresto, su un sottosegretario che si dice estraneo e chiede di essere ricevuto immediatamente dai giudici per chiarire. Al netto di come andrà a finire, è una vicenda solo all'inizio, meritevole di approfondimento. Invece anche il presidente del Consiglio ha appreso del blitz del suo partito su Siri a cose fatte, non solo Salvini. E, a cose fatte, ha annunciato una valutazione e un chiarimento, come se fosse – ed effettivamente tale è – uno spettatore e non un attore. È stato un attacco a freddo, la prima vera frattura politica che porta il governo in una zona fuori controllo: notizia sull'indagine, richiesta di dimissioni, ritiro delle deleghe, senza neanche una telefonata, in un clima in cui nelle dichiarazioni dei big dei Cinque Stelle veniva presentato come specie di Al Capone.

È un evidente salto di qualità, in questa settimana della grande turbolenza giudiziaria che, come spesso accade, sta dettando i tempi dell'agenda politica, dal caso Marini fino all'annunciato (a questo punto) nuovo caso Raggi. Un salto di qualità che, in questo caso,...

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