Nel suo nuovo documentario Greta Thunberg ci dà una grande lezione di sostenibilità (e di vita)

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Photo credit: KENZO TRIBOUILLARD - Getty Images
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Vogliamo essere onesti: il documentario della Bbc Greta Thunberg – Un anno per salvare il mondo mette "un filo" d'ansia. Già dopo la prima puntata, in onda il 4 luglio in prima serata su Sky Nature (canali 124 e 404 di Sky), ti senti come se ti avessero catapultato in uno di quei film apocalittici dove della Terra resta ormai poco e alla fine muoiono tutti. Peccato che stavolta sia tutto vero: i dati snocciolati sono reali, le immagini vengono dai repertori dei nostri Tg e, sì, questo pasticciaccio ecologico è farina del nostro sacco. Insomma, l'ansia è meritata... e proprio per questo la docu va vista.

Tanto per incominciare questo documentario in tre parti della Bbc ci fa capire meglio chi è Greta Thunberg. La giovanissima attivista 18enne si racconta infatti a cuore aperto, senza chiudere gli occhi davanti alle tante critiche che le sono state mosse. Chiama infatti le cose per nome, senza girarci intorno: "Per molti sono solo una mocciosa", spiega. "Mi hanno detto di tutto, anche che mi volevano uccidere". Per tutta risposta, lei ora fa parlare i fatti. In apertura del documentario la vediamo infatti seduta su una sedia, mentre guarda dritta nella telecamera spiegando: "Per qualche ragione che non capisco, la gente mi ascolta. Ma io non voglio che ascoltino me: voglio che ascoltino la scienza". Così la nostra ha accettato di essere seguita per un anno dalla troupe della Bbc. Ora, se si fosse trattato di una 18enne qualsiasi, l'avremmo vista arringare le assemblee d'istituto, raccogliere i rifiuti sulle spiagge insieme ai boy scout e bacchettare i compagni di classe alla prima raccolta differenziata fatta male. Ma Greta non è una adolescente qualsiasi e così la sua giornata tipo è: congresso dell'Onu, escursione con lo scienziato di turno, altra assemblea dell'Onu.

Photo credit: Finnbarr Webster - Getty Images
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Dopo essere diventata un caso mediatico (se nel 2018 era da sola a protestare davanti al parlamento svedese, nel giro di un anno ha guadagnato milioni di seguaci in tutto il mondo), Greta ha deciso di fare sul serio e ha voluto andare a vedere di persona, accompagnata da un gruppo di scienziati, i disastri causati dal cambiamento climatico. Di questo tratta di fatto il documentario: ricostruisce le tappe del suo viaggio intorno al mondo per capire lo stato reale delle cose e come la tecnologia potrebbe eventualmente aiutare (se ve lo state chiedendo: no, non sappiamo come farà Greta con la scuola e i problemi di matematica, scienze e geografia...).

E qui arriva l'ansia. Ma anche la parte più interessante del documentario. Greta Thunberg – Un anno per salvare il mondo passa in rassegna tutti i così detti luoghi comuni, trasformandoli in emergenze reali nel giro di un paio di inquadrature. Nella prima puntata, per esempio, abbiamo i tre grandi classici: ghiacciai, incendi e oceano, ovvero le inflazionate dichiarazioni riassumibili in "i ghiacciai si stanno sciogliendo", "ci sono troppi incendi", "i mari si stanno surriscaldando". Ecco, dopo che avrete visto la docu non penserete più che sono frasi fatte. Per esempio, lo sapevate che a causare lo scioglimento dei ghiacciai è anche la fuliggine? Inscurisce il ghiaccio, diminuendone il potere riflettente. Risultato: l'iceberg assorbe molto di più i raggi del sole. La stima è che entro la fine di questo secolo il livello del mare si alzerà di un metro. Che è tantissimo. Alzi la mano chi non si figura già come un novello Kevin Costner in Waterworld...

Photo credit: CRISTINA QUICLER - Getty Images
Photo credit: CRISTINA QUICLER - Getty Images

Quanto alla temperatura del mare, Greta ci mostra in presa diretta cosa succede se si innalza troppo: i venti diventano indomabili esponendoci a delle vere e proprie tempeste tropicali. Lei ne ha affrontate diverse quando, nel 2019, decise di raggiungere su un catamarano, in pieno inverno, Lisbona, per poter partecipare al summit Cop25 sull'ambiente. Il culmine dell'ansia lo si raggiunge però con le emissioni di carbonio. Gli scienziati hanno calcolato quale sia il carbon budget, ossia la quantità di carbonio che possiamo ancora immettere nell'atmosfera. Vi risparmiamo i dati tecnici e andiamo al succo della vicenda: è poca. Dannatamente poca. Anche in questo caso, la stima è allarmante: tra otto anni, il carbon budget sarà bello che finito.

Che si fa, dunque? "A chi mi chiede se sono ottimista o pessimista, rispondo che per me non c'è bisogno di essere fiduciosi per agire", spiega Greta, "L'unica cosa che crea speranza è l'azione. Senza azione non c'è speranza". Mitica. Tra l'altro Greta ha saputo anche imparare dai suoi, chiamiamoli così, errori di gioventù: adesso cerca di avere toni meno arrabbiati e accusatori. "Prima li usavo perché mi serviva attirare l'attenzione delle persone", spiega nel documentario, "ora che ce l'ho, non mi servono più e voglio che la gente ascolti i dati reali e la scienza". E noi ti ascoltiamo, cara Greta!

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