Nel York, elefantessa Happy: negato lo status di persona, resterà nello zoo

Nel York, Elefantessa Happy: negato lo status di persona, resterà nello zoo
Nel York, Elefantessa Happy: negato lo status di persona, resterà nello zoo

L’elefantessa Happy, appartenente allo zoo del Bronx, non ha diritto allo status di persona e non verrà liberata. Questa è la decisione della Corte d’Appello di New York che ha posto fine alla controversia durata quattro anni tra gli animalisti del Nonhuman Rights Project e i responsabili dello zoo newyorkese.

Tutto è iniziato verso la fine del 2018, quando gli animalisti del Nonhuman Rights Project hanno preso le difese di un’elefantessa di 50 anni che, dal loro punto di vista, era incarcerata ingiustamente all’interno dello zoo. L’organizzazione ha invocato “l'habeas corpus”, ovvero l'ordine emesso da un giudice di portare un prigioniero al proprio cospetto per verificarne le condizioni personali ed evitare una detenzione senza concreti elementi di accusa. Tutto questo per permettere al pachiderma di essere trasferito in un’oasi faunistica dove avrebbe potuto muoversi con maggior libertà e avere più spazio a disposizione. Happy è rinchiusa nello zoo del Bronx dal 1977.

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La Corte d'Appello di New York ha deciso a maggioranza che, pur essendo Happy un “essere intelligente che merita cura e compassione”, non può essere considerato persona e, di conseguenza, non può essere definita “incarcerata ingiustamente”. I responsabili dello zoo hanno dichiarato, in merito alla situazione: “Allo Zoo del Bronx pensiamo a quel che è meglio per Happy, non in termini generici, ma come un individuo con una personalità unica e distinta”.

La sentenza della Corte d'Appello è stata di cinque voti a favore e due contrari. L'organizzazione Nonhuman, che finora non è riuscita a vincere nemmeno una causa, ha ringraziato i giudici che hanno sostenuto il parere di minoranza: “Se la maggioranza ci ha deluso, vediamo nei due dissensi un segno importante di speranza per un futuro in cui gli elefanti non debbano più soffrire come è capitato a Happy e dove i diritti dei non umani siano protetti alla pari di quelli degli umani”.

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