Nella Striscia di Gaza i diritti delle donne stanno subendo un brusco passo indietro

Di Carlotta Sisti
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Photo credit: SAID KHATIB - Getty Images
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Nella Striscia di Gaza i diritti delle donne stanno subendo un brusco arresto a causa di un ritorno dell'applicazione della sharia, che sì, volendo riassumere è la legge, intesa anche come giurisprudenza, di Dio, ma che è assolutamente suscettibile a seconda di chi è chiamato ad interpretarla per la sua comunità. Qui, in un tribunale islamico gestito da Hamas, l'impronta è quella ultra conservatrice, tant'è che s'è stabilito, come ormai non accade nemmeno più nella non certo progressista Arabia Saudita, che alle donne sia richiesto il permesso di un tutore maschio per viaggiare.

Meglio ancora sarebbe, dice la nuova legge, che tutte le persone di sesso femminile non sposate, siano fisicamente accompagnate dal suddetto tutore, che può essere il padre, un fratello o qualunque altro parente maschio. Per le donne sposate, invece, questa sentenza implica che la moglie non possa in alcun modo viaggiare senza l'approvazione del marito. Questa sentenza, che arriva proprio nell'anno in cui i palestinesi intendono andare alle urne, assomiglia, come dicevamo, alle cosiddette "leggi sulla tutela" che sono esistite per decenni nell'ultra-conservatrice Arabia Saudita, dove le donne venivano tutte, a prescindere dall'età e dall'occupazione, trattate come minorenni, che dovevano avere il permesso di un marito, padre ma persino di un figlio, per richiedere un passaporto e viaggiare all'estero.

Photo credit: MOHAMMED ABED - Getty Images
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Hassan al-Jojo, capo del consiglio giudiziario supremo, ha detto all'Associated Press che la sentenza era "equilibrata e coerente con le leggi islamiche e civili" ed ha respinto anche quella che ha definito "una polemica inutile ed ingiustificato" che è esplosa sui social media contro l'editto. La Commissione Palestinese Indipendente per i Diritti Umani (ICHR) ha criticato duramente la sentenza e ha invitato il Consiglio a ritirarla perché "viola la dignità delle donne". ICHR sta facendo, dunque, forte opposizione al tribunale di Hamasa, affermando che la circolare discrimina tra i cittadini palestinesi sulla base del genere, ma non è la sola: L'Euro-Mediterranean Human Rights Monitor con sede a Ginevra ha affermato che le restrizioni ai viaggi imposte a maschi e femmine non sposati nella Striscia di Gaza "violano chiaramente la Legge fondamentale palestinese e le convenzioni internazionali pertinenti, così come il diritto di viaggiare"."Il Consiglio Supremo della magistratura della Sharia - ha scritto in una nota - dovrebbe revocare la recente circolare giudiziaria poiché le sue disposizioni contraddicono i principi della legge e garantiscono il diritto delle persone a viaggiare".

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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Zainab al-Ghunaimi, un'attivista che gestisce un gruppo con sede a Gaza incentrato sui diritti delle donne, ha detto che la sentenza viola la legge fondamentale palestinese, che garantisce la parità di diritti agli adulti, e ciò significa che le autorità stanno "facendo marcia indietro nella tutela dei diritti umani". Zainab ha anche fatto notare la contraddizione che sta nel fatt che lo stesso ente legale consenta ad una donna di "sposarsi all'età di 16 anni ed ottenere così, nemmeno maggiorenne, i documenti per viaggiare da sola". Ma anche per quanto riguarda il mondo religioso, che come dicevamo non è un blocco monolitico bensì fatto di diverse anime che compongono quel mondo immenso che è l'Islam, non c'è concordia su questa sentenza.

L' autorità spirituale palestinese "Chief Justice" della Sharia Courts che è Mahmoud al-Habbash, ha detto, come riporta il The Jerusalem Post, che "la sentenza ha violato gli insegnamenti dell'Islam. I palestinesi non sono vincolati dalla circolare emessa dal consiglio con sede a Gaza - ha detto senza troppi giri di parole - Limitare le libertà pubbliche e private senza una giustificazione legittima è una chiara violazione dello spirito della sharia e un attacco ai diritti garantiti dall'Islam". Non poteva esserci esempio più lampante delle spinte opposte che si muovono nell'universo musulmano, peccato che per ora, a Gaza, a prevaricare la parte più progressista sia quella retrograda, ma abbiamo capito che la battaglia è aperta, su tutti i fronti.