Neuromed protagonista al X Congresso su mGlu

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Si sono chiusi a Taormina i lavori del X Congresso sui Recettori metabotropici del glutammato (mGlu), una delle primissime manifestazioni scientifiche internazionali a svolgersi in presenza in Italia dopo la pandemia. Dopo le prime tre presentazioni orali dei giorni iniziali, i ricercatori Neuromed dell’Unità di Neurofarmacologia hanno esposto ulteriori lavori di ricerca che hanno abbracciato prospettive innovative per diverse e importanti patologie neurologiche. Ne dà notizia un comunicato del centro Neuromed di Pozzilli (Is).

Il poster di Tiziana Imbriglio e Milena Cannella è stato incentrato sul recettore mGlu 5, particolarmente importante per lo sviluppo del sistema nervoso in quanto interviene nella formazione delle sinapsi e nella crescita dei neuroni. Attraverso uno studio condotto su modelli animali, è stato possibile osservare come l’assenza del mGlu5 influenzi un altro recettore, chiamato Nmda, durante le prime fasi dello sviluppo. Proprio queste alterazioni potrebbero essere importanti per una maggiore comprensione di patologie psichiatriche come la schizofrenia.

Ancora il recettore mGlu5 al centro di un altro lavoro presentato da Luisa Di Menna, in particolare il ruolo che svolge in modelli animali di autismo. La ricerca si è concentrata sull'espressione del recettore soprattutto nelle aree cerebrali coinvolte da questa patologia, quindi la corteccia cerebrale, l'ippocampo, lo striato e il cervelletto. L’approfondimento sui meccanismi molecolari fisiopatologici delle alterazioni correlate all’autismo rappresenta il primo passo verso una comprensione più approfondita di questa patologia non ancora compresa a fondo.

L'atassia spino cerebellare di tipo 1 (Sca1) è una patologia neurodegenerativa rara per la quale non esiste alcuna terapia risolutiva, ma soltanto trattamenti in grado di rallentarne la progressione. Oltre alla sintomatologia motoria, con difficoltà di movimento e di equilibrio, i malati possono presentare anche sintomi cognitivi, capaci di influenzare pesantemente la loro vita. La ricerca presentata da Francesca Liberatore e Nico Antenucci ha esplorato, su modelli animali, la possibilità di migliorare il deficit cognitivo attraverso farmaci capaci di agire sui recettori metabotropici del glutammato di tipo 1.

Un ruolo importante, poi, i recettori mGlu lo giocano nelle dipendenze. In particolare quelli di tipo 2 e tipo 3, secondo il lavoro presentato da Carla Busceti, sono coinvolti nelle risposte alla metanfetamina, con ruoli diversi. Dalla ricerca è emerso che il blocco farmacologico dei recettori mGlu 2 o l'attivazione dei recettori di tipo 3 potrebbe costituire una buona strategia per lo sviluppo di terapie innovative per il trattamento delle dipendenze.

Il poster di Roberta Celli ha riguardato le assenze epilettiche, la più comune forma di epilessia pediatrica. In particolare, il lavoro ha esplorato l’azione di un nuovo farmaco sperimentale che agisce attraverso un effetto sui recettori mGlu3, si è dimostrato capace, su modelli animali, di ridurre il numero di queste crisi. Francesco Fornai, Professore Ordinario di Anatomia dell’Università di Pisa e Responsabile dell’Unità di Neurobiologia dei Disturbi del Movimento del Neuromed, ha infine svolto una presentazione orale sulla tossicità neuronale provocata da una sostanza di abuso ben conosciuta: la metamfetamina, i cui effetti tossici si basano sull’azione che la droga ha sulla dopamina, un importante neurotrasmettitore.

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