“No alle riunioni con troppe donne, parlano più del necessario". E a Tokyo è scandalo

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: The Climate Reality Project su unsplash
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From ELLE

Nel caso ci venisse il dubbio che il sessismo piano piano se ne stesse andando per sempre, lasciando spazio a più parità e meno stereotipi, più inclusività e meno discriminazioni, nel caso ci sedessimo per un nanosecondo sugli allori e ci rilassassimo nella nostra comfort zone priva di commenti fuori luogo, beh arriverebbe sempre e comunque il guastafeste di turno a ricordarci che, no, le idee antiquate sull'inferiorità della donna sono vive, vegete e dure a morire e che spuntano fuori da ogni angolo della terra ancora nel 2021. Ieri a farci il suo cortese reminder è stato il presidente del Comitato organizzatore delle Olimpiadi Yoshiro Mori che ha sfoderato delle opinioni notevolmente sessiste lasciando tutti interdetti e parecchio indignati. Come riporta corriere.it, l'opinione di Mori è chiara: le donne parlano troppo, quindi se a una riunione ci sono tante donne questa si trascinerà a lungo e durerà più del dovuto. Ook.

Photo credit: Chris McGrath - Getty Images
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Al momento, nel comitato organizzativo per le Olimpiadi di Tokyo che dovrebbero tenersi nel 2021, le donne sono il 20% quindi Mori può starsene tranquillo: le riunioni spaccheranno il minuto. In effetti, però, c'era l'intenzione di portare la quota femminile al 40% ed è stato allora che il presidente si è allarmato: secondo Mori e la sua esperienza di presidente della Federazione di Rugby, nelle riunioni le donne parlano troppo. Il motivo? Semplice: per via del loro "forte senso di rivalità, se una alza la mano per parlare poi anche tutte le altre vorranno parlare". Insomma le donne non sanno stare al loro posto (un passo indietro?) così "se si aumenta il numero di donne", ha convenuto il Presidente del comitato, "poi bisognerà limitare in qualche modo il tempo in cui possono parlare, altrimenti non si fermeranno mai, che è un problema".

La cosa buona - se così si può definire - è che le dichiarazioni hanno portato a un notevole (e doveroso) polverone mediatico. Su Twitter è stato lanciato l'hashtag #MoriResign per chiedere le dimissioni del presidente del comitato olimpico, il comico Atsushi Tamura, che avrebbe dovuto partecipare alla staffetta della torcia olimpica, ha annunciato di non voler più partecipare e Kaori Yamaguchi direttrice del Comitato nonché campionessa di judo per dieci anni consecutivi negli anni '80 ha detto che "l’uguaglianza di genere e il riguardo per le persone con disabilità dovrebbero essere una certezza per i giochi olimpici di Tokyo" e ha definito il commento di Mori "infelice".

Mori si è scusato, ha detto che è stato rimproverato anche da sua moglie, sua figlia e sua nipote e che non aveva intenzione di umiliare le donne. Delle sue "intenzioni" però ce ne facciamo poco, specie perché non ha nessuna intenzione di dimettersi. In più Yoshiro Mori non è nuovo a uscite del genere ed è quindi un po' difficile giustificarlo. Tra l'altro sembra che, nei suoi 83 anni di vita, non si sia mai imbattuto nelle svariate ricerche che mostrano come le donne durante i meeting abbiamo se mai il problema contrario. Alcuni anni fa i ricercatori della Brigham Young University e di Princeton hanno rilevato che nelle riunioni le volte in cui le donne prendono parola sono il 75% in meno rispetto ai colleghi maschi. Sheryl Sandberg, numero due di Facebook, sostiene che le donna che si esprimono in un contesto professionale sono ancora oggi attanagliate dal timore di venire fraintese o giudicate troppo aggressiva. Questo fa sì che in molti casi preferiscano non esporsi e rimanere zitte.

Mori, poi, non ha probabilmente mai sentito parlare di mansplaining e manterrupting, due neologismi che portano a galla ulteriori problemi che le donne devono affrontare quando parlano alle riunioni (e non solo). Secondo una ricerca del 2015, la media di interruzioni è 2,6 contro 1 a sfavore delle donne e, come ha messo in luce Rebecca Solnit nel suo saggio Gli uomini mi spiegano le cose, paternalismo e spiegazioni non richieste sono all'ordine del giorno. Viene quindi da chiedersi come sia possibile che venga ancora lasciato spazio a uomini come Mori per dichiarare pubblicamente idee basate solo sul becero sessismo. Se queste sono le premesse, sulle Olimpiadi di Tokyo 2021 abbiamo già qualche riserva.