No, i carboidrati NON fanno ingrassare e adesso possiamo iniziare la dieta senza (ulteriori) patemi

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Photo credit: courtesy outnow.com
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“Da domani sono a dieta. Basta carboidrati!”. Quante volte lo abbiamo detto o lo abbiamo sentito dire. Come se bastasse questo per farci perdere peso… Ma oltre a non bastare, (se si nota un repentino dimagrimento è solo perché stiamo perdendo liquidi, ma non grasso) non c’è nulla di più sbagliato. I carboidrati per il nostro corpo sono ciò che la benzina è per l’auto. Essi costituiscono il carburante pulito forniscono l’energia per svolgere le attività quotidiane nel minor tempo possibile. I carboidrati, inoltre, non producono prodotti di scarto a differenza delle proteine, assicurano la crescita muscolare e la capacità dell’organismo di mantenere alto il metabolismo e quindi bruciare più calorie.

“I carboidrati complessi rappresentano circa il 50% dell’energia totale di cui abbiamo bisogno quotidianamente. Questo non vuol dire che stiamo sdoganando focacce, pizze & Co.. La parola d’ordine è sempre varietà. Tra i carboidrati complessi non troviamo solo grano, farine e derivati, ma anche altri cereali come riso, farro, orzo e pseudo cereali quindi quinoa e amaranto. I cereali in chicco, inoltre, hanno il vantaggio di essere naturalmente ricchi di fibra, sostanza che aumenta il volume nello stomaco e di conseguenza il potere saziante. La fibra, inoltre, nutre i batteri che vivono in simbiosi nel nostro intestino da cui parte il benessere delle nostre difese immunitarie”, spiega Federica Patrinicola, biologa nutrizionista.

È evidente come alcuni carboidrati siano migliori di altri per la nostra salute. È importante limitare quelli “raffinati” prevalenti in alimenti come farina bianca, pane e pasta bianchi, cracker, grissini, ecc. Questo poiché il processo di raffinazione degli zuccheri implica che la parte integrale dei cereali, la fibra, venga totalmente rimossa e la componente zuccherina diventi quella predominante.

Photo credit: Courtesy Unsplash
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Il nostro organismo, se eliminassimo drasticamente i carboidrati dalla nostra dieta, andrebbe incontro a una serie di conseguenze negative. “Innanzitutto il nostro cervello non si sentirebbe mai sazio. Il pensiero sarebbe sempre rivolto al cibo, cedere a qualche abbuffata sarà inevitabile ma, soprattutto, fisiologicamente cercheremo i carboidrati “peggiori”, ovvero i dolci. Seguire questo regime ipoglucidico per un lungo periodo, inoltre, indurrà il nostro cervello a pensare che stiamo vivendo una sorta di carestia. Come autodifesa cercherà di risparmiare energia, anche quella di riserva, con la conseguenza che il metabolismo di abbasserà e dimagrire sarà più difficile”, afferma la nutrizionista

Quanto al fatto che i carboidrati non dovrebbero essere consumati a cena? “Il nostro metabolismo non è l’ufficio postale che chiude alle 19. Non va in pausa. Non si blocca. È aperto ventiquattro ore su ventiquattro, scambia entrate e uscite di continuo. Anche quando dormiamo continua a lavorare. Ogni inalazione ed esalazione, ogni piccola contrazione dei muscoli, movimento delle palpebre il metabolismo lavora (e consuma calorie)”, commenta la dottoressa Patrinicola.

Certo, la sera sarebbe meglio non esagerare, consumare un pasto leggero, ma completo e che comprenda tutto ciò di cui il nostro organismo ha bisogno quindi proteine e fibre, ma anche carboidrati e grassi. “Quello che conta è il bilancio energetico nel medio-lungo periodo. Se si mantiene positivo nel tempo ingrassiamo. Se è negativo dimagriamo. Anche se consumiamo carboidrati solo la sera. Ma poi, cosa si intende per sera? Dopo il tramonto? Quindi in inverno alle 16 e in estate alle 21? Nel caso in cui identificassimo un orario preciso, consumare un piatto di spaghetti un minuto prima della sua scadenza andrebbe bene, mentre il minuto seguente no perché si trasformerebbe magicamente in una bomba calorica? È una teoria che non ha nessun senso!”, conclude la nutrizionista.

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