No, l'intervista epica della BBC a Lady Diana non andò come abbiamo sempre pensato

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Photo credit: Tim Graham - Getty Images
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"Never complain, never explain", mai lamentarsi, mai spiegare, così vuole il codice non scritto della famiglia reale e guai a chi lo viola. Eppure sappiamo bene che c'è chi l'ha fatto. No, non stiamo parlando di Harry e Meghan, ma di Lady Diana nella sua clamorosa intervista alla BBC nel 1995, quella in cui raccontò della sua depressione, della bulimia e disse senza mezzi termini la famosa frase "Eravamo in tre in quel matrimonio, dunque era un po’ affollato". Si tratta di uno dei più famosi scoop di tutti i tempi (altro che i Sussex da Oprah Winfrey), ma ora quello che sappiamo su quella vicenda potrebbe venire stravolto: sta per essere pubblicata l’inchiesta promossa un anno fa dalla BBC sulle modalità con cui fu ottenuta quella conversazione a cuore aperto. Pronti per sapere la verità?

Photo credit: Tim Graham - Getty Images
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Ricapitolando, sotto accusa c'è l’intervistatore, Martin Bashir, accusato dal fratello di Diana, Charles Spencer di aver circuito la principessa con una serie di menzogne pur di portarla davanti alle telecamere. Bashir è malato da tempo e proprio in questi giorni ha deciso di dimettersi dalla rete britannica per motivi di salute dopo essere stato in congedo di malattia per diversi mesi. "Ci ha reso nota la sua decisione il mese scorso subito prima di essere riammesso in ospedale per un’altra operazione al cuore", ha spiegato il vice direttore di BBC News, Jonathan Munro. Per la carriera del giornalista, però, siamo a una svolta cruciale: l’inchiesta è stata passata dall’organo indipendente incaricato di portarla avanti alla BBC, che dovrebbe pubblicarla a breve.

L'intervista ha segnato la rottura definitiva tra Diana e la royal family e ha portato al divorzio tra lei e Carlo un anno dopo. Secondo il fratello della principessa, però, Lady D non avrebbe mai scelto di esporsi in quel modo se non fosse stato per i raggiri messi in atto da Bashir per farla sentire sola e senza alternative. Sembra infatti che il giornalista le abbia fatto credere che il suo staff la stesse spiando a favore dei giornali e dei servizi segreti, che ci fosse un complotto ordito dalle sue guardie del corpo e che Carlo avesse una relazione con la tata di corte Tiggy Legge-Bourke (come riporta il Daily Mail Bashir le avrebbe mostrato perfino un documento falso di un presunto aborto). Secondo le accuse, inoltre, il giornalista sarebbe arrivato a falsificare con l’aiuto dei grafici della BBC anche dei documenti bancari per indurre il conte Spencer a intercedere presso la sorella.

Photo credit: Frederick M. Brown - Getty Images
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Ancora non è chiaro quanto ci sia di vero in tutto questo, ma presto sapremo la verità. Anche la famiglia reale sembra piuttosto interessata a far luce sulla vicenda tanto che il duca di Cambridge si è sbilanciato parlando dell’importanza dell'inchiesta: "È un passo nella giusta direzione", ha dichiarato il principe William un anno fa, "Dovrebbe aiutare a stabilire la verità dietro le azioni che condussero all’intervista". Sarebbe un altro tassello che andrebbe ad aggiungersi al dramma della principessa triste e che ci direbbe qualcosa in più non tanto su di lei, quanto sui potenti meccanismi che hanno finito per condizionare la sua vita.