"Non è solo che i film più belli della Mostra siano italiani : è che il cinema di casa nostra si è liberato"

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Photo credit: Klaus Vedfelt - Getty Images
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"Viva l'Italia, l'Italia liberata", cantava De Gregori. Sebbene avvisati (da Barbera), di ritrovarsi a canticchiare questo ritornello a fine festival non era poi cosa scontata. Non è solo che i film più belli della Mostra siano italiani: è che il cinema di casa nostra si è liberato per davvero. Va oltre paletti che per troppi anni si autoimposto, esplora forme e modi nuovi, è afflitto da meno complessi. Procede a testa alta, spavaldo, consapevole del mondo, oltre che attento a fare i conti con sé stesso. A guardarsi dentro, senza distogliere lo sguardo, e fare i conti con quel che si vede. È stato questo, se ce n’è stato uno, il motivo ricorrente di molti dei film visti al Lido in questi giorni: e non solo di quelli italiani. Film capaci di intrecciare vicende pubbliche e private; di avere un'anima civile e raccontare sentimenti intimi.

Il cinema di oggi, pare raccontarci la Mostra del cinema di quest'anno, invita a guardare al rimosso, al nascosto, all'omesso: si tratti di un lutto personale o di una violenza politica, di un incubo familiare o di un segreto da nascondere. Fare i conti con la nostra storia personale e collettiva per poi guardare avanti, al futuro, con più leggerezza e maggiore consapevolezza. Liberati, finalmente, dal peso del passato.

Photo credit: courtesy
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