“Non andiamo a scuola senza le nostre sorelle”: la protesta dei fratelli maschi in Afghanistan

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Photo credit: BULENT KILIC - Getty Images
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Le scuole in Afghanistan finora erano rimaste chiuse e gli studenti in attesa. Bambini e ragazzi di tutte le età erano chiusi nelle loro case a passare il tempo domandandosi se sarebbero mai tornati in classe con i loro compagni e insegnanti: i talebani avrebbero riaperto le scuole? Per chi e in che mondo? Poi qualche settimana fa a Kabul le classi fino alle elementari hanno riaccolto i loro alunni: maschi e femmine, senza differenze e questo aveva dato speranza. Rimaneva, però, l'incognita degli studenti più grandi, quelli delle superiori. Milioni di ragazzi e ragazze speravano di tornare a lezione e invece è arrivata la notizia più temuta: solo i maschi potranno tornare a scuola, le femmine rimarranno a casa. "Le mie figlie non hanno chiuso occhio tutta la notte", racconta una madre come riporta Repubblica, "Ho promesso di far loro prendere la maturità, ma come?". Vista la situazione, molti ragazzi a Kabul stanno saltando la scuola in solidarietà con le loro compagne di scuola: “Non andiamo a scuola senza le nostre sorelle” si legge sui social e, ancora una volta, fa male al cuore.

"Oggi non sono andato a scuola per mostrare il mio disaccordo con i talebani e per protestare contro il divieto alle ragazze di andare a scuola", racconta al Wall Street Journal uno studente di 18 anni della scuola maschile di Wahday, “Le donne costituiscono metà della società. Questo dimostra che i talebani non sono cambiati. Non mi presenterò a scuola finché non saranno aperte anche le classi femminili”, ha aggiunto. Dato che le bambine fino ai 12 anni sono state riammesse nelle aule, come spiega l'Independent il divieto dei talebani sembra essere legato momento in cui le ragazze iniziano ad avere le mestruazioni e iniziano la pubertà. Si tratta dell'ennesimo segnale che il governo talebano sta di fatto inasprendo le restrizioni sulle donne nonostante le promesse iniziali. Il Ministero per gli affari femminili di Kabul è stato trasformato nel Ministero per la prevenzione del vizio e la promozione della virtù e le impiegate del comune sono state lasciate a casa e sostituite da colleghi maschi.

Photo credit: BULENT KILIC - Getty Images
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"Vietare alle ragazze di frequentare la scuola è come seppellirle vive", ha detto al Washington Post Aryan Aroon, attivista e scrittore afghano che ha lasciato il Paese prima che i talebani prendessero il potere, "Non possiamo lasciare che questo incubo si trasformi in realtà". “L'educazione delle ragazze sta cambiando una generazione", ha detto invece a Reuters un preside di una scuola di Kabul, "L'istruzione dei ragazzi può influenzare una famiglia, ma l'istruzione delle ragazze influisce sulla società". Il problema è che, nel loro precedente governo, i talebani non hanno mai consentito l'istruzione femminile e le scuole non hanno mai riaperto: la paura è che possa succedere esattamente lo stesso. Non dobbiamo dimenticare, però, come fa notare il Guardian, che oggi i talebani sono al governo di un Paese molto diverso da quello del 1996. È difficile credere che la popolazione accetterà passivamente tutte le restrizioni ed è più probabile che le donne tenteranno di organizzarsi anche (si spera) con il supporto di padri e fratelli che vogliono che le donne delle loro famiglie continuino a ricevere un'istruzione. “Non andiamo a scuola senza le nostre sorelle”, è a questo che dobbiamo aggrapparci.

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