Non prendere impegni per i prossimi 6 mesi e accetta la sfida di questo puzzle psichedelico

Di Roberta Cecchi
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Photo credit: Courtesy Photo
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From Cosmopolitan

Non prendere impegni per i prossimi 6 mesi e accetta la sfida di questo puzzle psichedelico dalla difficoltà talmente estrema da mettere a dura prova la tua pazienza, così come la determinazione nel volerlo finire entro il secolo. Il CMYK Gradient Color Puzzle è composto da 1.000 pezzi ed include tutti i colori contenuti nello spettro CMYK (che poi sarebbe la sigla di Cyan, Magenta, Yellow e key Black). Una delle cose che lo rendono particolarmente ostico è la totale assenza di indizi, forme e figure che diano una vaga indicazione in merito a dove posizionare un determinato tassello piuttosto che un altro, lasciando tutto al caso e alla capacità (o meno) di ognuno di noi di percepire una determinata sfumatura di colore rispetto ad un’altra.

La seconda peculiarità che rende questo puzzle particolarmente quasi impossibile è la presenza di una miriade di puntini all’interno di ogni tesserina. Ogni tassello infatti qui ha un “motivo puntinato” diverso dall’altro, il che rende molto più difficile comprendere l’esatto posizionamento di un pezzo all’interno del puzzle, mandando il tuo cervello sempre più in confusione non facendoti comprendere se quello che ti trovi davanti è un blu, un rosso, un giallo o un verde. Insomma una cosa folle in grado di far perdere il sonno (e dopo un po’ forse anche il senno) a chiunque si avvicini a questo gioco in scatola particolarmente adatto per chi ha un certo fiuto per i colori, le tinte e i mezzi toni. Una volta concluso il puzzle è davvero meraviglioso e può diventare uno splendido oggetto d’arredo in grado di colorare una parete particolarmente spoglia o una stanza decisamente triste che ha bisogno di un po’ di carica ed un tocco di brio.

Sembrano essere ormai passati in disuso i puzzle di moda negli anni ’90 con i disegni di Mordillo, due cavalli che corrono sulla battigia o con lo skyline di New York, i rompicapo di oggi sono molto più cervellotici e complessi, per lo meno dal punto di vista dell’impegno e della tenacia. Eh sì, perché pian piano che si crea un normale puzzle si ha la soddisfazione di vedere il disegno che prende forma mentre qui, tra “sfumature puntinate” e puzzle trasparenti, si raggiunge la gioia solo a opera completata, ovvero quando si ha la sicurezza che tutto sia stato messo al posto giusto, poiché fino all’ultimo si è in dubbio sul posizionamento di questo o quel tassello. Decisamente un po’ ansiogeno come hobby ma bisogna ammettere che il risultato ripaga tutta la fatica, proprio come accade nel caso del CMYK Gradient Color Puzzle che, una volta concluso, è “a prova di wow”!

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