Non saziano, ma aumentano la fame: ecco la lista dei cibi da non portare a tavola quando si è dieta

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Photo credit: louis hansel
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Come è possibile che alcuni alimenti, anziché saziarci provocano una sensazione di “vuoto nello stomaco” rendendoci ancora più affamati e famelici? Il nutrizionista Sue Decotiis ha spiegato al Times come “la fame sia il risultato di scambi complessi che coinvolgono lo stomaco, l’intestino, il cervello, il pancreas e il sangue”. Scambi che possono essere modificati da particolari alimenti che tendono a restituire una sensazione di fame, “esattamente come se fossimo digiuni, nonostante abbiamo appena mangiato”.

Gli alimenti a cui si riferisce Decotiis sono quelli ricchi di zuccheri il cui consumo provoca un aumento repentino della glicemia, evento che induce il pancreas a produrre insulina per riequilibrare i valori dello zucchero nel sangue. Nel momento stesso in cui la glicemia scende velocemente, esattamente nello stesso modo in cui è salita, avvertiamo una sensazione di fame, il cosiddetto “buco nello stomaco”, che ci spinge nuovamente a mangiare. La scelta cade generalmente su altri cibi dolci, innescando un loop infinito (e pericoloso per il punto vita).

La velocità con cui particolari alimenti alzano la glicemia è misurata dall’indice glicemico. Questo valore può essere influenzato da alcuni fattori tra cui la presenza o meno, negli alimenti, di fibre. Se confrontiamo, per esempio, cereali integrali con quelli raffinati, a parità di peso i primi avranno un indice glicemico inferiore rispetto ai secondi. Ecco perché i nutrizionisti consigliano, all’interno di una dieta bilanciata, prodotti integrali (pasta, riso, pane, fette biscottate). Qui di seguito ecco un elenco di cibi che, se state seguendo un regime dietetico, è meglio evitare di portare a tavola. Perché un boccone tira l’altro…

Sushi

Se vi sentite meno in colpa a ordinare due vassoi di sushi piuttosto che una pizza formato famiglia state sbagliando. L’elemento principale del sushi è il riso bianco, che fa aumentare l’indice glicemico. Se non potete rinunciare al cibo giapponese optate per una zuppa di miso e del sashimi, ricco di proteine e quindi dall’alto potere saziante.

Pane bianco

Il pane bianco presenta una quantità ridotta di fibre. Uno studio spagnolo, che ha monitorato le abitudini alimentari e il peso di oltre 9.000 persone, ha messo in evidenza come i soggetti che solitamente consumano quotidianamente due o più porzioni di pane bianco hanno il 40% in più delle probabilità di diventare obesi nell'arco di 5 anni.

Photo credit: wesual-click - unsplash
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Succo di frutta

Contiene gli zuccheri contenuti nella frutta, ma non le fibre. Ecco perché un bicchiere di succo di frutta causa un immediato innalzamento dell’indice glicemico che, poco dopo crolla, innescando nuovamente una sensazione di fame.

Alcol

Oltre a non placare la fame ci rende addirittura più affamati, oltre al danno la beffa! Sulla base di ricerca pubblicata sul magazine Alcol e Alcolismo, tre bicchieri di una qualsiasi bevanda alcolica sono sufficienti a ridurre drasticamente il livello di leptina, un ormone proteico che svolge un ruolo importante nella regolazione dell'ingestione e della spesa calorica, compreso l'appetito e il metabolismo.

Photo credit: kobby-mendez - unsplash
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Cereali industriali

Buona parte dei cereali che siamo soliti consumare a colazione sono addizionati con zucchero. Optate per quelli integrali, ricchi di fibre e… attenzione alle etichette!

Hamburger da fast food

Secondo il dottor Decotiis, gli acidi grassi trans, responsabili del colesterolo cattivo, tendono a infiammare l'intestino, tanto da limitare la produzione dopamina e serotonina, ormoni in grado di trasmettere al cervello la sensazione di sazietà.

Photo credit: amirali-mirhashemian - unsplash
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Pasta bianca

Quando si sovraccarica il corpo di carboidrati semplici, il pancreas inizia a produrre una consistente quantità di insulina che, come abbiamo spiegato, determina l'abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue e la conseguente sensazione di fame. Se proprio non potete rinunciare a un piatto di pasta, che non sia integrale, consumatene una piccola porzione.

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