Non solo tennis, non solo moda, Naomi Osaka come ambassador di Louis Vuitton è molto di più

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Courtesy Photo Louis Vuitton
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From ELLE

Naomi Osaka non ha certo bisogno di presentazioni: nel 2020 Sports Illustrated l'ha nominata "Sportiva dell'anno", Forbes l'ha certificata come atleta più pagata di tutti i tempi, Time Magazine l'ha inserita della sua lista delle 100 persone più influenti al mondo per ben due anni consecutivi. A soli 23 anni Osaka è pronta a seguire le orme di Serena Williams (suo idolo, che ha battuto sul campo nel 2018) e rivoluzionare il mondo del tennis grazie a un potente (e ormai ben noto) servizio e a un dritto che l'ha resa numero uno nella classifica dei singoli e prima giocatrice giapponese a vincere un Grande Slam oltre che campionessa in carica agli US Open. Ma non sono solo le sue incredibili capacità come tennista a rendere Osaka una figura ormai iconica nel mondo dello sport, è piuttosto la sua identità di donna e atleta, fatta di contraddizioni, di sfaccettature e punti di incontro tra culture, passioni, missioni. Ecco perché la scelta di Louis Vuitton di nominare Naomi Osaka ambassador della Maison nella campagna moda Primavera Estate 2021 va ben oltre lo sport e persino oltre la moda.

Photo credit: Courtesy Photo Louis Vuitton
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"A parte il tennis, la moda è la mia più grande passione; non c'è marchio più iconico di Louis Vuitton", dichiara la tennista e sui social racconta il suo legame speciale con la casa di moda. "Ho comprato per la prima volta a mia madre una borsa LV quando avevo 16 anni come regalo di compleanno e da allora è diventata una tradizione", ha scritto su Twitter e Instagram, "Dovrei vederlo come un cerchio che si chiude?". Osaka, che, per il suo debutto come volto del brand, è stata fotografata dal Direttore Artistico delle collezioni femminili Nicolas Ghesquière, si è detta onorata di lavorare con lui: "È un designer che ammiro davvero molto e condividiamo l'amore reciproco per la cultura e lo stile giapponese. Diventare ambasciatrice del marchio globale è davvero un sogno che diventa realtà". Ghesquière, da parte sua, ricambia la stima della campionessa definendo Naomi "una donna eccezionale che rappresenta la sua generazione ed è anche un modello per tutti".

Photo credit: Courtesy Photo Louis Vuitton
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Naomi Osaka è nata a nel 1997 a Chūō-ku in Giappone. Sua madre è giapponese di Hokkaido mentre suo padre è haitiano di Jacmel. Le diverse culture dei genitori segnano fin dal principio la vita e l'identità di Osaka: lei e la sorella Mari (a sua volta tennista professionista) prendono il cognome della madre per evitare problemi burocratici in un paese diffidente verso gli stranieri e, anche dopo il trasferimento negli Stati Uniti, rimangono legate al Paese di origine al punto che Naomi rappresenterà il Giappone alle Olimpiadi di Tokyo 2021. Le tre identità - quella giapponese, quella haitiana e quella americana - si fondono nello spirito della tennista che le abbraccia tutte finendo così per incarnare la necessità stessa del mondo del tennis di farsi multiculturale e inclusivo. "Le persone faticano a definirmi", scrive in un suo pezzo per Esquire, "Sono una figlia, una sorella, un'amica e una fidanzata. Sono asiatica, sono nera e sono una donna. Sono una ragazza normale come chiunque altra, tranne che sono brava a tennis. Ho imparato ad accettarmi come me stessa: Naomi Osaka".

Eppure sono molti quelli che faticano ad accettarla e i commenti razzisti e le polemiche sulla sua scelta di gareggiare per il Giappone pur essendo cresciuta negli USA (e parlando con difficoltà la lingua) sono purtroppo una costante nella sua carriera. Lei però va avanti a testa alta: "Prima di essere un'atleta, sono una donna di colore. E come donna di colore sento che ci sono questioni molto più importanti che richiedono un'attenzione immediata, piuttosto che guardarmi giocare a tennis". Ma Osaka è riuscita a trovare un punto di incontro anche in questo e agli US Open 2020 ha sfruttato la sua presenza in campo per parlare di Black Lives Matter sfoggiando sette diverse mascherine con su scritto il nome di sette vittime della violenza razzista della polizia: Breonna Taylor, Elijah McClain, Ahmaud Arbery, Trayvon Martin, Philando Castiglia, Tamir Rice e naturalmente George Floyd.

Timida e talvolta impacciata davanti alle telecamere (sono famosi i suoi riferimenti ai Pokemon) ma "pericolosa" e agguerrita con gli avversari, attivista che sta trovando la sua voce, Naomi Osaka continuerà e crescere dentro e fuori dal campo. Louis Vuitton ha scelto il volto di una tennista, di un'icona di stile che ha usato la moda per rendere omaggio alla sua eredità giapponese, ma soprattutto di una donna nera e asiatica che ancora ha molto, molto da dire.