Nuove grane per i Derek Chauvin, lo abbandonata anche la famiglia

George Floyd moglie poliziotto

La moglie di Derek Chauvin, il poliziotto arrestato per l’omicidio di George Floyd, ha deciso di divorziare dal suo partner. Sarebbe stato un avvocato dello studio Sekula Law Offices a rendere noto che la signora di Kellie Chauvin, ex reginetta di bellezza del Minnesota, è devastata per la morte del 46enne afroamericano e per questo avrebbe deciso di “sciogliere il proprio matrimonio”. Non è mancato anche un omaggio alla famiglia di George Floyd: “I suoi pensieri e la sua vicinanza sono per la sua famiglia della vittima, per i suoi cari e per tutti coloro che soffrono per questa tragedia”, si legge nella nota dello studio. I due si erano conosciuti in ospedale, dove lei lavora e dove lui aveva portato un sospettato durante un turno. Una storia vecchia ormai, visto che la donna ora chiede, oltre al divorzio, di essere protetta da eventuali reazioni del marito: “Sebbene la signora Chauvin non abbia figli dal suo attuale matrimonio – si appende dallo studio legale – chiede sicurezza e privacy per i suoi figli, i genitori e tutta la sua famiglia in questo momento difficile”.

George Floyd, la moglie del poliziotto divorzia

La morte di George Floyd ha fortemente scatenato l’opinione pubblica americana, con diverse città che in queste ore stanno vivendo scenari di vera e propria rivolta civile. L’agente di polizia è in custodia cautela ed è accusato di omicidio. Nel frattempo, quello che inizialmente era stato commentato come un atto di legittima difesa da un cittadino che aveva opposto resistenza ad un pubblico ufficiale, è sempre più diventato un abuso di potere e un atto di violenza di stampa razziale, come confermato da diversi video dell’accaduto.

“Non riesco a respirare”, la frase che più abbiamo sentito in questa settimana, frase che però non avrebbe trovato conferma nell’autopsia eseguita sul corpo di George Floyd. L’esito medico nega come causa del decesso l’asfissia o il soffocamento, ma ora la famiglia del 26enne afroamericano chiederà l’intervento di un altro medico.