Nuovo Dpcm Natale, Spirlì: "Ecco proposte regioni"

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"Ci siamo confrontati e ora siamo in attesa della bozza del Dpcm da leggere. Al governo abbiamo sottoposto un po’ di segnalazioni che ci sembravano opportune. Speriamo che ne prendano atto". A dirlo all’AdnKronos è il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, dopo il confronto tra governo, Regioni, Comuni e Province sul nuovo Dpcm destinato ad entrare in vigore a breve, in vista del Natale.

"Intanto – spiega - abbiamo chiesto al governo che ci sia un percorso un po’ più chiaro per quanto riguarda la procedura che colloca le regioni nelle varie fasce, soprattutto che siano più chiari i dati e le modalità di applicazione dei parametri. Poi anche la necessità di contrastare ogni forma di affollamento e assembramento con misure un po’ più equilibrate, perché abbiamo delle regioni che sono un po’ più, e altre un po’ meno coinvolte nell’adeguamento di queste necessità".

"Poi abbiamo sottoposto al governo tutta una serie di proposte concordate con altre regioni, ad esempio sull’apertura della ristorazione almeno fino alle 23, non solo con l’asporto ma anche con la possibile somministrazione nel locale - aggiunge Spirlì - Inoltre, anche una proposta per la ripresa dell’attività venatoria, soprattutto per la selezione dei cinghiali, e della pesca sportiva, per cui chi vive in una cittadina di mare o nelle prossimità possa andare un pomeriggio a pescare e rilassarsi".

Subito dopo Spirlì aggiunge: "Poi c’è il grande dilemma della scuola, perché in molte regioni, come per esempio in Calabria, i sindaci stanno firmando ordinanze per bloccare la didattica in presenza. La mia ordinanza è stata annullata dal Tar Calabria su richiesta di 13 famiglie, ma c’è una popolazione in rivolta. Io ricevo migliaia di segnalazioni e richieste giornaliere per la chiusura delle scuole, e molti genitori, in maniera arbitraria, non stanno mandando i bambini a scuola. Sta accadendo che nei paesini e nelle città dove sindaci hanno bloccato la didattica in presenza, è tutto più tranquillo, negli altri, invece, i genitori non li stanno mandando. Peraltro, c’è anche il problema degli insegnanti, che a volte hanno la cattedra divisa in vari paesi, e così in alcune ore devono seguire la didattica a distanza perché insegnano in un paese con le scuole chiuse, e poi magari nella stessa giornata hanno la didattica in presenza. E diventa complicato anche per loro".

"Serve una decisione nazionale, sarebbe quella più giusta, anche perché la linea è quella di far rientrare gli alunni a scuola probabilmente a gennaio, ma nel frattempo alcuni ragazzini ci vanno e altri no".

Alla domanda su quanto sia ottimista sull’accoglimento delle proposte fatte al governo, Spirlì replica: "Noi regioni, finora, nonostante quello che è stato detto da una certa stampa, non tutta fortunatamente, abbiamo sempre condiviso, sempre all’unanimità, la decisione finale del governo. Abbiamo aggiustato cammin facendo certe divergenze, di volta in volta si discute, il ministro Boccia, peraltro, è molto disponibile al confronto, per alcuni aspetti vale anche per Speranza, poi per altre cose magari c’è un po’ di divergenze, però di volta in volta cerchiamo di essere il più disponibili possibile al dialogo".

Infine, Spirlì conclude: "Gli italiani, e tutti gli abitanti regione per regione, non devono pagare magari per delle posizioni di puntiglio che in questo momento non servono a nessuno. La materia è la sanità, cioè la tutela della salute della gente. Ci possono essere puntigli politici su tante cose, ma non sulla salute".