The Office, ecco perché il successo della serie su Prime Video sta nei suoi personaggi

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Photo credit: NBC - Getty Images
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Esiste una tendenza nel mondo delle produzioni tv e cinematografiche: quando un format o un’idea funziona, un’emittente di un altro paese ne produce una propria versione “locale”. È successo da noi con Benvenuti al Sud, che altro non è che un remake in salsa italiana di Giù al Nord, piccola perla del cinema comico francese. È successo, anche, con la serie sbarcata da poco su Prime Video di cui ti vogliamo parlare oggi, ovvero The Office, focalizzando il discorso su una componente fondamentale del suo successo: i suoi incredibili personaggi. Sei curiosa di saperne di più?

Due parole su trama e genere della serie The Office su Prime Video

Senza scendere troppo nei dettagli, visto che oggi ti vogliamo parlare di altro, è necessario fare una piccola contestualizzazione per questa serie. Si tratta, come detto, di un remake: in particolare, è un rifacimento americano di una serie inglese, creata dai comici Ricky Gervais e Stephen Merchant. Anche la versione americana mantiene la medesima struttura: è girata come un falso documentario, un mockumentary all’interno dell’ufficio di una piccola azienda, mostrando la vita lavorativa di un gruppo di colleghi. Per le riprese è stata usata la tecnica di ripresa a camera singola, proprio per dare l’idea di che si stesse girando un documentario. Mandata in onda dalla NBC dal 2005 al 2013, conta circa 200 episodi divisi in 9 stagioni. La vicenda ruota attorno agli impiegati di una filiale della Dundler Mifflin, una fittizia azienda americana che vende carta e prodotti per ufficio, e al loro dispotico direttore di filiale, Michael Scott. Episodio dopo episodio scopriremo quasi ogni aspetto della vita in ufficio di questo eterogeneo gruppo, composto da individui che definire “strani” è riduttivo.

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Gran parte del successo di The Office sta nel genio di Steve Carell

Alcuni personaggi di questo remake sono stati inventati di sana pianta, mentre altri, come Michael Scott, interpretato dal fenomenale Steve Carell, sono mutuati dall’originale inglese (in questo caso, dal personaggio di Ricky Gervais, ossia David Brent). Michael è il direttore della filiale della Dunder Mifflin di Scranton, in Pennsylvania. È un personaggio del tutto sconclusionato, che ha fatto carriera in azienda non si sa bene come. Nella prima stagione è un personaggio antipatico, spesso involontariamente omofobo, sessista e razzista, sempre dedito all’autoproclamazione nonostante sia imbranato e confusionario come pochi. Dalla seconda stagione in poi, il suo carattere viene parzialmente addolcito, anche grazie ad una maggiore influenza e connessione con altri personaggi come Jim, Dwight e Jan. Si tratta di un personaggio volutamente caricaturale e macchiettistico, come molti all’interno della serie, ed è pensato per generare repulsione nello spettatore. Tuttavia, con il proseguimento della serie, conoscendolo meglio, ci si tende ad affezionare, comprendendo che c’è altro, sotto quella patina di ottusità. È un personaggio scritto magistralmente e magistralmente interpretato da Steve Carell, che grazie a questa parte ha ricevuto sei nomination agli Emmy Awards e ha vinto un Golden Globe.

Photo credit: NBC - Getty Images
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Non ci sarebbe The Office senza Jim e Pam

Come in tantissime sitcom, anche in The Office è presente la classica coppia che "è palese che si amino anche se non lo vogliono ammettere" alla Ross e Rachel di Friends e JD ed Elliot di Scrubs. Jim Halpert e Pam Beesly, interpretati da John Krasinksi e Jenna Fischer, sono le versioni americane dei personaggi di Tim Cantherbury e Dawn Tinsley dell’originale inglese. Jim è impiegato al reparto vendite della Dundler Mifflin, mentre Pam è la segretaria della filiale. I due sono legati da una profondissima amicizia. Jim ha una grandissima cotta per Pam, nonostante lei all’inizio della serie sia fidanzata con Roy, del magazzino. Jim è un ragazzo molto sveglio e bravo nel suo lavoro, ma mortalmente annoiato dalla routine dell’ufficio, a cui cerca di sfuggire facendo un sacco di scherzi a Dwight. Pam, invece, ha un carattere molto gentile e cordiale, sebbene sia decisamente timida. Funge anche da assistente per Michael, le cui richieste finiranno spesso e volentieri per mettere in imbarazzo e in situazioni disagevoli la povera Pam.

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Dwight e il lato “folle” di The Office

Un altro personaggio traslato dalla versione inglese di The Office è quello del folle e maniacale Dwight Schrute, interpretato da Rainn Wilson. Anche lui addetto vendite alla Dundler MIfflin, è ossessionato dalla figura di Michael e tenta sempre di impressionarlo per entrare nelle sue grazie. Ha una personalità molto spigolosa, pignola ai limiti del maniacale ed è scontroso con tutti, tanto che, almeno inizialmente, nessuno in ufficio lo trova simpatico. Ha ufficialmente il titolo di “Assistente al direttore regionale”, ma si tratta solamente di una carica fittizia che Michael ha inventato, all’insaputa di Dwight. Possiede una piantagione di barbabietole, è un poliziotto volontario e gestisce uno scalcinato bed & breakfast con suo cugino Mose. Esattamente come per Michael, anche Dwight è stato scritto per risultare inizialmente fastidioso per il pubblico, per poi fargli scoprire lati nascosti del suo carattere. Per tutto la durata della serie è vittima di continui scherzi da parte di Jim, a cui tenta di rispondere fallendo miseramente. Nonostante questo, i due diventeranno molto amici.

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Ryan, Kevin, Stanley e il resto dell’ufficio di The Office

Attorno ai personaggi principali, in The Office ruota un cast di personaggi secondari davvero interessanti e fondamentali per le varie situazioni comiche che si vengono a creare nei vari episodi. Ryan Howard è lo stagista della Dundler Mifflin e nella serie funge da surrogato del pubblico, permettendo agli altri personaggi di farsi conoscere dagli spettatori presentandosi a lui. È un giovane che punta alla carriera ma, almeno nelle prime stagioni, sarà un po’ l’oggetto delle vessazioni di alcuni membri dell’ufficio.

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Kevin Malone è, assieme a Oscar Martinez e Angela Martin, uno dei contabili della Dundler Mifflin. Omone di importanti dimensioni, ha un carattere schivo ed introverso. Inizialmente aveva fatto domanda per un posto in magazzino, ma è passato alla contabilità perché Michael aveva “un presentimento su di lui”. Stanley Hudson è uno dei venditori anziani della Dundler Mifflin. È spesso imbronciato e annoiato, tanto che viene varie volte beccato a fare cruciverba invece di lavorare. Odia il suo lavoro e non vede l’ora di andare in pensione. Ha un ottimo rapporto con Phyllis Vance, sua collega di scrivania, e detesta Michael, che spesso fa battute imbarazzanti legate al colore della sua pelle. Si tratta di uno dei personaggi inediti, creati apposta per la versione americana della serie.

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