Oggi 8 giugno è la Giornata mondiale degli oceani: cosa possiamo fare davvero per salvarli?

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Photo credit: matt hardy su unsplash
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La Giornata mondiale degli oceani si celebra ogni 8 giugno con la ricorrenza della Conferenza sull’ambiente di Rio del 1992, data in cui per la prima volta si discusse a livello mondiale il futuro del nostro pianeta e si ragionò sul modo migliore per salvaguardare l'ambiente. Quasi 30 anni dopo gli Oceani sono ancora sfruttati con una pesca spesso poco controllata e la temperatura che si alza sempre di più: la febbre del Mediterraneo aumenta di un grado centigrado ogni 30 anni. Proprio in questi giorni è in atto anche un'enorme disastro ambientale, in Sri Lanka, dove il naufragio di una nave carica di veleni sta devastando le coste del paese.

In occasione della Giornata mondiale degli oceani vale la pena quindi chiederci concretamente: cosa possiamo fare per salvare gli Oceani? Nel nostro piccolo c'è qualcosa che possiamo realizzare perché, ricordiamocelo, saremo pure una goccia in mezzo al mare, ma i grandi cambiamenti spesso avvengono così. Il primo gesto d'amore verso gli Oceani è quello di tenerci informati sulla loro salute, può essere utile rimanere aggiornati grazie ai report annuali di organizzazioni no profit come Greenpeace, guardando documentari come Seaspiracy di Netflix che ha fatto molto parlare di sé per l'impatto crudo della realtà dei mari, seguendo sui social attivisti come Greta Thunberg.

Photo credit: Patrice Ohen on Unsplash
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Proprio la giovanissima attivista svedese ci dà l'idea per un'altra buona abitudine a salvaguardia degli Oceani, che deve partire innanzitutto da un cambiamento nella nostra alimentazione. Come aveva spiegato in un video Instagram realizzato in occasione della Giornata della biodiversità: "La nostra relazione con la natura è distrutta, ma le relazioni possono cambiare". Greta Thunberg ha spiegato che ogni anno uccidiamo più di 60 miliardi di animali, esclusi i pesci, il cui numero è allo stesso modo incredibilmente alto: "Se optassimo per una dieta a base vegetale, potremmo risparmiare ogni anno 8 miliardi di tonnellate di Co2. Potremmo nutrirci con molta meno terra e la natura potrebbe riprendersi. Pandemie, perdita di biodiversità, distruzione del clima, acidificazione degli oceani, disuguaglianze, perdita di terreno fertile: questi sono tutti sintomi del modo in cui trattiamo la natura, il modo in cui la valorizziamo".

Infine, sembrerà scontato ma cambiare le nostre abitudini sulla terra è essenziale per salvaguardare la vita in mare. Preferire la bicicletta o l'autobus alla macchina permette di ridurre le emissioni di Co2 con un effetto benefico anche per le acque: l'oceano infatti assorbe il 25% delle emissioni di anidride carbonica, che rende l'acqua più acida danneggiando la vita marina. Seguendo lo stesso principio, dobbiamo limitare l'uso della plastica e allo stesso tempo riciclarla correttamente (ad esempio acquistando costumi da bagno realizzati in plastica e materiali di recupero). Basta pensare che ci vogliono circa 450 anni perché una bottiglia di plastica si degradi, per capire l'importanza di scelte come andare a fare la spesa usando borse di stoffa riutilizzabili, preferire le bottiglie di vetro, utilizzare una borraccia e tante altre piccole-grandi buone pratiche da dedicare alla vita dell'oceano.

Photo credit: Amanda Phung on Unsplash
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