Omicidio Cerciello Rega, via al processo agli americani

A sette mesi esatti da quella notte che costò la vita al vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega oggi, davanti alla prima Corte di assise di Roma è iniziato il processo a Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort, i due americani in carcere a Regina Coeli. I due giovani sono accusati di concorso in omicidio, lesioni, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. 

I due americani saranno entrambi attesi oggi in aula dove le difese sono già pronte alle prime mosse. Se i difensori di Elder, esecutore materiale dell’omicidio, chiederanno l’acquisizione delle intercettazioni dei colloqui tra l’americano e sua madre e tra il padre e un avvocato statunitense per delle trascrizioni diverse dagli audio che potrebbero dimostrare che il giovane non sapesse di trovarsi davanti a due carabinieri, per l’accusa invece il capitolo degli audio è marginale rispetto alle prove schiaccianti raccolte.

VIDEO - Il video dell’interrogatorio a Hjorth che ha fatto polemica

“L’assassinio di mio marito non può e non deve restare impunito". Lo afferma in una nota Maria Rosaria Esilio, moglie del vicebrigadiere. La vedova poi ha proseguito: "La nostra storia di giovani sposi stroncata da mani criminali, ha commosso il mondo, ha scosso le coscienze e turbato la serenità delle tante persone umili, semplici, che sperano nella provvidenza come sperava l'amatissimo Mario, persone che debbono competere ogni giorno con una minoranza che tende ad avvelenare la società con efferati delitti”.

“Con la morte di Mario è finita anche la mia famiglia, perché nella tomba sono finiti anche i nostri figli mai nati e tutti i nostri sogni, di modo che l'esistenza si è ridotta a vivere di ricordi e immaginare come sarebbe stato straordinario vivere insieme" ha aggiunto la vedova.

VIDEO - Roma: grilletto facile