Omicron da un recente studio non dovrebbe essere in grado di uccidere

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mortalità omicron
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Omicron ha gettato il mondo nel panico, causando una nuova stretta che però potrebbe essere ingiustificata: lo studio sulla mortalità della variante.

Lo studio sul tasso di mortalità di Omicron

La variante Omicron ha gettato nuovamente il mondo e l’Italia nel panico, causando una nuova stretta a livello di restrizioni anti-Covid. Addirittura, in molti hanno optato per un “auto-lockdown” per paura di contrarre il virus.

Ci sono stati picchi da 200mila nuovi casi al giorno nella Penisola, ma il dato su Omicron è rassicurante: su 50mila individui colpite dalla sudafricana, solo 7 sono finiti in terapia intensiva, nessuno è stato intubato e uno solo è morto. A renderlo noto è uno studio dell’Università di Berkeley.

Lo studio su Omicron: le prove in Italia

In Italia non c’è ancora stato ancora modo di fare analisi così dettagliate sulla nuova variante, ma qualche indizio si inizia a cogliere. Nell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ci sono attualmente 162 ricoverati per Coronavirus: 135 nei reparti ordinari e 27 in terapia intensiva. Tuttavia, tra quest’ultimi nessuno è affetto dalla variante sudafricana.

Questa forma del virus, quindi, ha un tasso di infezione molto elevato, ma fortunatamente sembrerebbe non portare alla morte. L’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso un report – dati aggiornati al 3 gennaio – al riguardo: si stima che l’81% dei casi sia riconducibile a Omicron.

Lo studio su Omicron: i problemi della variante

Resta comunque un dato di fatto che Omicron sia pericolosa, soprattutto in virtù della sua contagiosità. Il rischio è sempre il medesimo: il collasso del sistema sanitario e delle strutture ospedaliere.

Arriva a supporto ancora una volta lo studio di Berkeley, con la durata dei ricoveri con Omicron che si accorcia: dopo 3,4 giorni in media il paziente viene dimesso. Inoltre, si abbassa del 52% il rischio di ricovero senza sintomi, del 53% di ricovero con malattia sintomatica e del 74% di finire in terapia intensiva, rispetto alle infezioni con la variante Delta.

Infine una considerazione non da poco: Omicron non buca i vaccini.

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