Ora che sono stati fatti anche gli ultimi saluti, a chi andrà l'eredità del principe Filippo?

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: WPA Pool - Getty Images
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Giù le mani dall'eredità del principe Filippo. Il sovrano, mancato lo scorso 9 aprile all'età di 99 anni, lascia un grande vuoto nei cuori della Royal Family, ma anche nelle casse del fisco britannico che dell'immenso patrimonio del duca di Edimburgo, stimato attorno ai 24 milioni di sterline, non vedrà neanche un penny.

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La cifra da capogiro infatti potrebbe arrivare intonsa nelle mani di Elisabetta grazie a una legge in vigore dal 1984 per tutti i cittadini del Regno Unito: se a ereditare è il coniuge, il beneficiario è esente dall’Inheritance Tax Act, che prevede una tassazione del 40% per i patrimoni superiori alle 325 mila sterline.

Photo credit: DOMINIC LIPINSKI - Getty Images
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Tra i beni lasciati in eredità c'è anche il titolo di duca di Edimburgo, che re Giorgio VI donò al genero Filippo nel 1947, dopo il matrimonio con la figlia Elisabetta. Come ogni titolo nobiliare, genera una rendita e pare proprio che il suo attuale valore sia di circa 10 milioni di sterline, quasi metà del patrimonio del defunto principe. Secondo alcuni giornali britannici la successione al ducato potrebbe spettare al più piccolo dei figli di Filippo, il principe Edoardo, che attualmente vanta “solo” il titolo di Conte del Wessex (mentre i due fratelli maggiori, Carlo e Andrea, sono rispettivamente Duca di Cornovaglia e Duca di York), ma la regina potrebbe decidere anche di riservare il titolo per sé o di concedere l'investitura a Carlo. Queste ultime due ipotesi sarebbero senz'altro economicamente più vantaggiose per la Corona, che anche in questo caso non verserebbe uno scellino al fisco. Come mai? Si tratta di un (piccolo?) privilegio che nel 1993 il governo dell'allora prima ministro John Major concesse alla casa reale come forma di riconoscenza verso la Corona, che nella persona di Elisabetta e del principe Carlo quell'anno acconsentì a pagare la Income Tax, la tassa sui redditi (da cui per 40 anni erano stati esenti), come ogni altro cittadino britannico.

Photo credit: Pool - Getty Images
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La legge-privilegio, nota come "Sovereign to Sovereign" (da sovrano a sovrano), concede la totale esenzione dalle tasse in caso di successione da un monarca a un monarca (eredi al trono e coniugi inclusi) e all'epoca la sua approvazione passò in sordina tra l'opinione pubblica e il parlamento. Vista la longevità del principe ereditario, la legge venne applicata infatti solo una volta e molto più tardi, nel 2002, con la scomparsa della Regina Madre, Elizabeth Bowes-Lyon. Alla sua morte Elisabetta ereditò esentasse un patrimonio stimato tra i 50 e i 70 milioni di sterline. Tra i beni di lusso, tanti immobili, ma anche cavalli da corsa, mobili d’antiquariato, dipinti (il più famoso era un Monet intitolato Studio delle rocce, che la sovrana formalmente donò allo Stato, ma che tutt'oggi resta esposto a Clarence House) e una favolosa collezione di uova Fabergé. Con questo sistema che elude legalmente qualsiasi intervento del fisco, il patrimonio della regina Elisabetta sembra destinato non solo ad aumentare a dismisura, ma a essere perpetuato nei secoli senza decurtazioni o spartizioni. Letteralmente un'autentica fortuna.