Paesi Bassi, i polmoni dei pazienti colpiti da COVID grave guariscono bene

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Pazienti Covid
Pazienti Covid

La notizia, diffusa tramite uno studio sviluppato nei Paesi Bassi, dimostra come i polmoni dei pazienti affetti da Covid grave guariscano bene nella maggior parte delle circostanze.

Covid, i polmoni dei pazienti guariscono bene

I pazienti che contraggono l’infezione causata dal Sars-Cov-2 nelle sue forme più acute, sviluppano patologie che gravano sul corretto funzionamento dell’apparato respiratorio quali la polmonite bilaterale interstiziale o la sindrome dadistress respiratorio acuto (ARDS). Simili patologie comprometto e danneggiano severamente il tessuto polmonare: tuttavia, una nuova ricerca sembra evidenziare che i danni riportati possano guarire completamente una volta sconfitto il coronavirus.

Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Infectious Diseases, è stato condotto da un’equipe di ricercatori formata da esponenti del Medical Center dell’Università Radboud, a Nimega, nei Paesi Bassi. Tra i ricercatori, figurano personalità specializzate in Malattie Polmonari, Terapia intensiva, Radiologia e Medicina di base. Il team, guidato dal docente di Pneumologia Bram van den Borst, ha esaminato i casi di 124 pazienti e il loro percorso di guarigione dopo aver contratto e sconfitto differenti forme di Covid.

I 124 pazienti studiati erano ripartiti nel seguente modo: 20 soggetti avevano contratto una forma acuta di Covid, 26 soggetti presentavano una forma grave di infezione, 51 soggetti erano affetti da una forma moderata del virus mentre 27 soggetti avevano sintomi corrispondenti a una forma infettiva lieve.

Tutti gli ex-malati Covid-19 hanno frequentato una clinica specializzata in post-terapia collocata presso il complesso universitario di Dekkerswald. Tale complesso è dotato di una struttura ambulatoriale multidisciplinare nella quale i ricercatori coinvolti nel progetto hanno minuziosamente analizzato la guarigione del tessuto polmonare dei pazienti selezionati tramite radiografie al torace, test del camino della durata di sei minuti, test destinati a verificare la funzionalità polmonare, composizione corporea, TAC, questionari di valutazione cognitiva e altro.

Paesi Bassi, i dettagli e le conclusioni dello studio

I risultati ottenuti dall’indagine dimostrano una buona ripresa del tessuto polmonare precedentemente danneggiato dal Sars-Cov-2, a distanza di tre mesi dal manifestarsi dell’infezione. A proposito della ricerca, i medici che hanno redatto lo studio hanno affermato quanto segue: «Il 99% dei pazienti dimessi aveva una riduzione dell’opacizzazione a vetro smerigliato. Nelle successive scansioni TC e radiografie al torace normali sono state trovate nel 93% dei pazienti con sintomi lievi. Anomalie residue del parenchima polmonare erano presenti nel 91% dei pazienti dimessi ed erano correlate a una ridotta capacità di diffusione polmonare».

Inoltre, le sintomatologie evidenziate nella maggior parte di pazienti che costituivano il campione selezionato corrispondevano a dolori al torace, spossatezza e affanno. Il professor van der Borst, pertanto, ha dichiarato che «i modelli osservati in questi pazienti mostrano somiglianze con il recupero a seguito di una polmonite acuta o della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), in cui il liquido si accumula nei polmoni» e ha aggiunto che «anche il recupero da queste condizioni richiede generalmente molto tempo ma è incoraggiante vedere che i polmoni, dopo le infezioni da Covid-19, presentano questo livello di recupero».

L’equipe di ricerca ha notato anche che la velocità di recupero è nettamente superiore nei pazienti ricoverati in terapiaintensiva rispetto a coloro che sono stati curati presso la propria abitazione e che, dopo il sopraggiungere di un aggravamento delle loro condizioni di salute, sono stati trasferiti in una clinica di post-terapia su consiglio del medico di famiglia.

A questo proposito, l’autore principale dello studio Bram van der Borst ha commentato: «Sembra che ci sia un sottogruppo di pazienti che inizialmente ha manifestato sintomi lievi di Covid-19 e che, in seguito, ha continuato a sperimentare disturbi e limitazioni persistenti. Ciò che colpisce è che abbiamo trovato a malapena anomalie nei polmoni di questi pazienti ma, considerando la varietà e la gravità dei disturbi e la dimensione plausibile di questo sottogruppo, c’è un urgente bisogno di ulteriori ricerche sulle spiegazioni e sulle opzioni di trattamento».