Pare proprio che Chiara Ferragni dovrà risarcire un noto brand per aver plagiato i suoi stivali

Di Federica Caiazzo
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Photo credit: Claudio Lavenia - Getty Images
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From ELLE

Oh no, oh no, oh no. Chiara Ferragni dovrà risarcire Moon Boot, l’azienda storica che produce i celebri stivali must have degli sciatori sin dal 1969. Che non ci si limiti a descrivere i Moon Boot come semplici doposci dalla texture impermeabile: nati su ispirazione delle calzature che Neil Armstrong indossò per la sua prima camminata sulla Luna, ilsole24ore.com riporta che nel loro 50esimo anniversario (a giugno 2019) il marchio aveva totalizzato 25 milioni di paia venduti (uno, addirittura, è in mostra al MoMa di New York). “Opera di design industriale”, li definisce appunto repubblica.it che – nel dare la notizia – specifica quanto e come questi siano protetti da norme che ne regolano il diritto d’autore. Ma che fine farà poi il famoso stivaletto doposci tutto glitter, fregiato dell’inconfondibile logo “flirting eye” di Chiara Ferragni?

Photo credit: Courtesy
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Per ora, la domanda lascia il tempo che trova. La fonte riporta infatti che “il Tribunale di Milano ha disposto il ritiro di tutte le copie dal mercato”, oltre a un risarcimento in denaro da quantificarsi privatamente da qui a breve. Chiara Ferragni dovrà quindi pagare a Moon Boot un'ingente somma (nella fattispecie, il risarcimento andrà a favore al gruppo Tecnica di Giavera del Montello, in provincia di Treviso). La battaglia legale però non inizia certo soltanto adesso. Sembra infatti che le prime controversie siano nate già ben tre anni fa, quando fu “siglato un patto transattivo, grazie al quale le società che fanno riferimento alla galassia Ferragni si erano impegnate a non copiare più”, scrive la fonte. Le galassie in questione sarebbero – come ricostruito dalla Tribuna di Treviso - la Mofra Shoes di Barletta, la Diana Srl e la Serendipity Srl. Quest’ultima sarebbe inoltre la società che gestisce il marchio Chiara Ferragni Collection. Così, venuti meno ai patti, il gruppo Tecnica ha fatto di nuovo ricorso alla legge.

Ma gli stivaletti di Chiara Ferragni sono davvero considerabili una copia dei doposci Moon Boot? Non spetta a noi commentare, perché la legge ha già deciso: repubblica.it cita la sentenza 491 del 25 gennaio scorso, secondo cui brillantini e logo della Chiara Ferragni Collection non giustificano una "pretesa autonomia creativa che si ridurrebbe di fatto all'estrosità conferita ai modelli dall'uso del glitter". "Ora abbiamo un'arma forte per difenderci contro i tanti falsi in circolazione – ha commentato con la fonte Alberto Zanatta, Presidente di Tecnica Group e figlio di Giancarlo Zanatta nonché inventore dei doposci - La prima sentenza era del 2016, ma questo passo è importante perché dopo due sentenze è improbabile che qualche giudice decida diversamente. E noi certo non intendiamo smettere di perseguire i concorrenti sleali. Forti della posizione acquisita in Italia, stiamo lavorando per controbattere i falsi venduti anche in altri Paesi, a cominciare da Francia e Germania".