Parla Yoon Ahn, la nerd che ha inventato Ambush e sta cambiando lo streetwear

Di Manuele Menconi
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Photo credit: Courtesy Ambush
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From Esquire

Lo leggiamo da più di un anno in ogni fashion alert, Ambush è il brand del momento. Nato come espressione di una cultura fluida, che in particolare rispecchia quella connessione sempre più stretta tra lusso e street style, dall’accessorio è passato rapidamente all’abbigliamento. L’ultima collezione, un equilibrio perfetto tra riedizioni minimaliste ispirate ai classici del guardaroba unisex e dettagli ultra contemporanei, è la divisa del millennial intellettuale, ma anche della Generazione Z più sofisticata, di chi ama l’avant-garde in tutte le sue nuove manifestazioni. Questa è Yoon Ahn, la mente creativa che dirige il marchio. Nerd con le idee chiare e la mente spalancata sulla vita.

Photo credit: Courtesy Ambush
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Ci racconti chi era la Yoon studentessa?

Ero una giovane nerd e lo sono ancora. Per mantenere la borsa di studio a copertura totale mi sono sempre impegnata moltissimo, sacrificando un po’ il gioco. Per chi non conosce nulla di me, dall’infanzia fino a tutta l’adolescenza, ho viaggiato molto tra la Corea e gli Stati Uniti (a causa del lavoro del padre, ndr). Il Giappone, dove vivo adesso, è il posto che considero la mia casa.

C’è stato qualcosa in particolare, un libro, un film, una canzone, un luogo o una persona che ti hanno ispirata e spinta a sviluppare il tuo lato artistico?

Moltissimi. Devo a Paul Rand la spinta verso la mia passione per il graphic design. Poi tutti i numeri di i-D, The Face e altri che leggevo in biblioteca. A loro, al contenuto delle loro pagine, va il merito di aver acceso in me la fiamma di un interesse sincero per il mondo che c’era al di fuori della mia vita in periferia. Infine i miei genitori, che da immigrati mi hanno sempre sostenuto nel fare ciò in cui credevo, per raggiungere i miei obiettivi.

Qual è il proposito con cui è nato Ambush? È cambiato nel tempo?

Mi servivano cose fighe per andare in discoteca. Ho iniziato così, facendo tutto da sola con l’etica del “do it yourself”, senza l’intenzione di fondare un brand. Era per puro divertimento, non mi sarei mai aspettata che mi avrebbe portato dove sono oggi.

Nelle tue collezioni, e anche nell’ultima, bilanci silhouette pulite e accessori elaborati. Pensi che il design dell’accessorio giochi un ruolo chiave nel segmento del lusso?

Mi limito a seguire le mie intuizioni e cerco di divertirmi il più possibile mentre lo faccio. Penso che le migliori idee arrivino quando non te lo aspetti. Ciò che vedete in Ambush sono semplicemente io al mio meglio.

Photo credit: Courtesy Ambush
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Chi è la prima persona a cui hai detto di essere stata nominata Jewelry Director per Dior Men?

Verbal, perché è il mio migliore amico.

L’approccio alla gioielleria che ha oggi Dior è stato impostato da Victoire de Castellane, che dirige la linea femminile dal 1998. Per l’uomo, ti sei ispirata al suo lavoro? Avete condiviso le vostre idee?

È il mio idolo. Il suo lavoro per la gioielleria della Maison è straordinario. Ciò che ha creato e crea sarà sempre un’enorme fonte di ispirazione per me. Per l’uomo Dior cerco di realizzare qualcosa di nuovo, originale, seguendo i codici contemporanei della linea.

Come nasce una collezione? È diverso per Ambush, Dior Jewelry, o per le collaborazioni con altri brand, come Nike o Bulgari?

Curiosità, ricerca e divertirsi unendo le idee. Inizia sempre così. Per me è essenziale far dialogare elementi funzionali con il quotidiano. Verifico di volta in volta se ciò che immagino esiste, se è fattibile e soprattutto se può funzionare nella vita della gente.

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Spesso la moda è legata a tematiche sociali, alla rivendicazione di diritti di genere e uguaglianza. Pensi sia giusto o che ci sia un limite fino a cui spingersi?

È una scelta che dipende esclusivamente dalla direzione che ogni brand o designer vuole comunicare con il proprio lavoro. Personalmente sono convinta che moda e politica non debbano mischiarsi.

Pensi che la forte influenza della street culture degli anni 90 e dei Duemila abbia ancora influenza sul futuro della moda?

Ogni decennio è inevitabilmente influenzato da ciò che è accaduto in quella precedente. I 90 e i Duemila plasmano il presente perché chi lavora oggi è cresciuto durante quegli anni. Sono certa che le prossime tendenze prenderanno spunto dai 2010. È un processo che si ripete costantemente.

Photo credit: Courtesy Ambush
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Chi è il tuo stilista preferito?

Per come ha vissuto e si è mosso nell'industria della moda riuscendo a gestire il suo business, Karl Lagerfeld. È sempre stato al di là del suo tempo. Una vera rockstar tra i fashion designer, il più grande.

Quale sarà il prossimo must-have di Ambush?

Ogni collezione di Ambush è un must-have, perché è esclusiva ogni volta. Novembre però è un mese speciale perché usciranno due collaborazioni molto importanti: Converse e una che riveleremo nel corso del mese. A dicembre invece ci sarà la collaborazione con Nike, NBA e Dunk, tenetevi pronti!