In Parlamento le deputate avranno una stanza per allattare, ma qualcosa ancora qui non va

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: Antonio Masiello - Getty Images
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Quando l’allattamento al seno smetterà di essere discriminante per le donne? Dopo le lamentele delle parlamentari costrette a disertare le sedute per accudire i loro piccoli, finalmente Montecitorio ha concesso alle mamme deputate di avere una stanza tutta loro dove allattare. A sollevare la questione era stata Paola Carinelli (M5S) che nell’estate 2019 aveva avanzato la richiesta di poter allattare in aula, così come avviene nelle assemblee politiche di gran parte del mondo. A bloccare sul nascere una proposta nata da evidenti esigenze pratiche era stato il compagno di partito e pediatra Giorgio Trizzino, che aveva escluso categoricamente l’idea, definendo il clima dell’aula “paurosamente insalubre”. In quell’occasione le forze politiche si spaccarono e l’inedito asse M5S-Pd-FdI, a favore della richiesta dell’onorevole Carinelli, non riuscì a portare a termine questa svolta culturale nelle istituzioni.

Photo credit: SDI Productions - Getty Images
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Nell'inevitabile equilibrio che si impone in scelte come queste, dove è necessario conciliare i diritti delle donne lavoratrici a non essere discriminate con quelli silenti, ma inalienabili dei bambini a essere allattati in un luogo silenzioso e adeguato, e a quasi due anni di distanza dalla mozione, Montecitorio inaugura una stanza che consente alle parlamentari di allattare con più comodità. In realtà una Sala delle donne esisteva già dal 2016, ma si trattava di un ambiente decisamente poco pratico. Voluto ai tempi della presidenza alla Camera di Laura Boldrini e ideato con un’attenzione più alla forma che alla sostanza, lo spazio è elegantemente arredato con due specchi appaiati per ricordare quali cariche istituzionali le donne non hanno ancora ricoperto nel nostro Paese, vale a dire la Presidenza del Consiglio e la Presidenza della Repubblica. Una scelta dal forte contenuto simbolico, che però non si accompagna a concreti provvedimenti per rendere più agevole alle donne l’espletamento del loro ruolo in politica. Come riferito dalla stessa deputata al Corriere della Sera, la stanza è distante e scomoda rispetto all’aula, mentre “stavolta è proprio vicina all’emiciclo, accanto all’infermeria, e la cosa ci agevola”.

Photo credit: DEA / BIBLIOTECA AMBROSIANA - Getty Images
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Superato il problema della distanza, si pone ora quello del voto. Sì perché se con la pandemia è stato autorizzato il pulsante di voto anche dal Transatlantico, il salone antistante all’Aula del Parlamento italiano, accanto alla poltrona per l’allattamento non c’è e questa crea nuovamente disparità tra il lavoro dei deputati uomini e donne. E Paola Carinelli, che presto sarà di nuovo mamma, aggiunge: “Siamo ben consapevoli che c’è una pandemia in atto, ma chiedo al presidente della Camera Roberto Fico di accelerare su questa pratica: è passato tanto tempo ormai, basta qualche firma o poco più per questo sacrosanto pulsante di voto”.