Parliamo di Never-Met Relationships, cioè di storie d'amore (verissime) tra chi non s'è mai incontrato

Di Carlotta Sisti
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Photo credit: We Are - Getty Images
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In quest'ultimo periodo mi sono appassionata ad un reality, che ha la sua buona, giusta ma misurata dose di trash (e lunga vita al trash) che si chiama The Circle. Il gioco, nella sua versione americana, francese e brasiliana (attendo con ansia quella italiana, Netflix questo è un appello) prevede che 7 giocatori, collocati in 7 appartamenti all'interno dello stesso edificio, non si possano vedere, ma solo scriversi messaggi in chat. Chiunque può essere chiunque, quindi ecco che dietro alla splendida Valeria da Nizza si nasconde il suo vero fidanzato, ed ecco che dietro al flirt spinto di Luma from Brazil ci sono le mosse astute di due gemelli. Tutti giocano per vincere il premio finale, ma la cosa davvero appassionante, e per me del tutto incomprensibile, è che durante questi scambi di messaggi, nascono delle vere (perché se guardi un reality devi sospendere il giudizio e credere a quello che vedi, altrimenti ci sono ovunque degli splendidi documentari) storie d'amore. E, dovete ammetterlo, mai show fu più attuale, perché in questo anno pandemico, la costrizione di dover stare distanti ha aumentato in modo esponenziale il tempo che passiamo a comunicare on line. Chiusi in casa, con poche distrazioni e interminabili ore davanti al computer, vi abbiamo di recente raccontato come negli ultimi 18 mesi le app d’incontri online abbiano messo il turbo, con un milione e mezzo di iscritti in più solo negli Stati Uniti. Ma questo boom ha anche significato, per alcuni, lo svilupparsi di una vera e propria dipendenza da Tinder&Co, con il circolo vizioso di curiosità, gratificazione, delusione e talvolta depressione che ti tiene incollato lì. Poi, invece, c'è chi non ha alcuna intenzione di traslare un incontro on line in uno reale, e sono le persone che vivono le "Never-Met Relationships”, relazioni in cui non ci si incontra mai. Storie che restano sepolte tra i direct di Instagram, volti immaginati, idealizzati e in un attimo cancellati.

Photo credit: andresr - Getty Images
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Anche queste storie, che si differenziano per essere cento per cento virtuali, sono aumentate dall'inizio della pandemia, quando, tra lockdown più o meno rigidi, incontrarsi era complesso, se non impossibile. Tuttavia le NMR, anche di fronte ad un alleggerimento delle norme, rifiutano di compiere il passo successivo, ovvero l'appuntamento fisico, preferendo rimanere "al sicuro" dietro ad un schermo. Ma vediamo qualche numero: secondo l'Indipendent un terzo dei cittadini britannici che fa dating on line ha pronunciato le parole "Ti amo" a qualcuno che non ha mai incontrato. Il sondaggio condotto su un campione di 2.000 adulti che si frequentano via Internet, ha rilevato che quasi la metà crede fermamente che sia possibile trovare l'amore nel mondo virtuale. E, dopo quella che si stima essere una media di 13 appuntamenti di successo spalmati su 10 mesi di frequentazione, la ricerca dice che le coppie ufficialmente fidanzate, riescono o comunque provano a trovare tutta una serie di modi per mantenere viva la storia d'amore. Tra questi (proprio come avviene in The Circle, ndr.) serate di cinema e programmi tv visti in contemporanea, oppure giochi e quiz, ascolto di un nuovo disco assieme, assaggi di vino, allenamenti e altre cose molto concrete, dentro un rapporto che lo è zero, come dipingere, cucinare, curare le piante, scambiandosi consigli e ovviamente foto del risultato ottenuto. Vi chiederete, come mi sto chiedendo io, se le stesse identiche cose non abbia, forse, senso fare fisicamente nella stessa stanza, e sì, avrebbe senso, se non ci si ritrovasse intrappolati in una bolla dalla quale si fatica ad uscire. Una sorta di "sindrome della capanna" in versione romantica, insomma.

Photo credit: Oscar Wong - Getty Images
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Perché se da un lato, come racconta sul suo blog la dottoressa Becky Spelman, esperta di relazioni e psicologa, "gli appuntamenti on line, durante il lockdown, sono stati qualcosa di davvero positivo per la salute mentale ed emotiva di tutti, perché gradito promemoria che il romanticismo, l'attrazione e l'amore non sono svaniti solo perché siamo tutti bloccati a casa", dall'altro la fatica o addirittura l'impossibilità a far diventare reale un rapporto è ovviamente un segnale allarmante. Gli esseri umani, infatti, sono programmati per essere sociali. Il tocco, in particolare, innesca una parte del cervello e rilascia ossitocina, nota come l'ormone dell'amore. Abbracciarsi riduce i livelli di stress e sapere che odore ha la persona di cui ci diciamo innamorati è un fattore importantissimo. Così come sapere come l'altro mangia, dorme, con che umore si alza al mattino. Per non dire della compatibilità sessuale. Le coppie che si ritraggono di fronte a questi step, stanno rinunciando alla vita, e ai suoi casini, preferendole una versione edulcorata ma fasulla e, forse (sempre che la tua metà virtuale non ti faccia ghosting) più facile da gestire. Mi vengono in mente le persone che si riempiono casa di fiori finti: magari sono anche belli da vedere, ma sono comunque finti. Le NMR rischiano di diventare sintomo di uno shock post traumatico da pandemia, per il quale riprendere a comunicare di persona, incontrarsi, guardarsi, e in un certo senso rimettersi in gioco, è molto, molto problematico. Ma per non cedere il fianco ad una vita da Black Mirror occorre, in un momento come questo di cauta ma progressiva apertura, chiudere la chat con un "allora ci vediamo lì", buttare il cuore oltre l'ostacolo, e vada come vada.