Parliamo di soldi. Ecco come gestire al meglio il proprio denaro

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Photo credit: Huber & Starke - Getty Images
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Tra le ospiti della quarta edizione del festival L’eredità delle donne, a Firenze dal 22 al 24 ottobre, ci sarà anche la financial influencer @pecuniami. «La tua amica che lavora in banca», così si autodefinisce, fornisce regolarmente consigli su come investire i risparmi, sulla scelta del mutuo e così via alle sue quasi 20.000 follower. E, a chi preferisce un approccio off-line, ha dedicato un libro, Signore, è ora di contare! Manuale di consapevolezza finanziaria (Bookabook), che uscirà a novembre.

L’educazione finanziaria delle donne è un tema di cui si parla sempre più spesso. Che le ragazze, più o meno giovani, lavorino, guadagnino, siano economicamente indipendenti viene dato per scontato. Ma, ancora oggi le cose si complicano quando si tratta di investimenti. La finanza viene percepita come un campo da gioco pericoloso. Lo sostiene, dati alla mano, Laura Tardino, responsabile dello sviluppo della clientela istituzionale in Italia per Aberdeen Standard Investments, una delle più grandi società d’investimento al mondo, e autrice di Piccole donne investono (Book Sprint edizioni), un manuale che ricorre ai personaggi del romanzo di Louisa May Alcott per spiegare in termini semplici come risparmiare e far fruttare i propri soldi. «Le donne sono già piuttosto brave a mettere da parte, in Italia, a risparmiare è il 67 per cento, più degli uomini, ma il 63 per cento lascia i soldi sul conto corrente. È un problema di (poca) sicurezza in se stesse». Cita una serie di studi che lo dimostrano: il tasso di sfiducia nelle proprie conoscenze e capacità in ambito finanziario fra le donne è più alto del 20-50 per cento rispetto agli uomini. «Ma di fronte a test di valutazione, viene fuori che, in realtà, per logica o buon senso, sono loro a dare il maggior numero di risposte corrette».

Secondo il sito finanziario Boring Money, fondato e guidato dall’esperta in ambito finanziario Holly Mackay, solo il 12 per cento delle donne trova divertente investire e il 46 per cento dichiara di non farlo per la paura di veder eroso il proprio gruzzolo dalle fluttuazioni dei mercati. Un risicato 11 per cento osa investire in azioni. La prudenza, se non diventa immobilismo, però, ha anche i suoi vantaggi. Ne è convinta Iona Bain giornalista finanziaria, fondatrice del Young Money Blog e autrice di Own it! How our generation can invest our way to a better future, un libro uscito la scorsa primavera in Gran Bretagna. «È importante non rischiare troppo, non comprare e vendere continuamente, avere pazienza», dice. Il contrario di quello che fanno i coetanei maschi, anche troppo avventurosi. «Le donne, in particolare le giovani, si stanno rendendo conto dei vantaggi di essere autonome anche dal punto di vista finanziario. Sanno che fare affidamento sul proprio marito o compagno per la gestione del denaro potrebbe lasciarle in difficoltà nel caso la relazione finisse».



Una prudenza quanto mai necessaria considerato che, secondo un’indagine della Global Thinking Foundation, il 34 per cento delle donne ha un’idea solo approssimativa di quanto guadagni il proprio partner. È per ovviare a tutte queste lacune che proprio Global Thinking organizza corsi online e nelle scuole. «Alle medie e alle superiori abbiamo già avviato due progetti: Immaginiamo sostenibili che mette insieme educazione ambientale e finanziaria e Libere di...Vivere!, che coniuga parità di genere ed educazione finanziaria», dice la presidente, Claudia Segre. E sulla minore propensione delle ragazze nei confronti degli investimenti, riflette: «In parte risentono di un’eredità intergenerazionale: molte crescono in famiglie dove la mamma non lavora e, quindi, non guadagna». Ma basta partecipare a un corso, racconta, perché le donne si sentano subito più sicure e soddisfatte di se stesse, perché percepiscono di poter prendere in mano la situazione».

«Se sei un'absolute beginner non credere che sia possibile diventare un’esperta da un giorno all’altro», mette in guardia Bain. Poi snocciola una serie di consigli basic: «Non investire mai denaro di cui potresti avere bisogno in caso di emergenza e tieni da parte come minimo dai tre ai sei mesi di stipendio. Considera bene la tempistica: per avere migliori probabilità di guadagnare servono almeno 5 anni, i mercati finanziari sono volatili, se dovesse esserci un crollo devi dare al tuo gruzzolo il tempo di recuperare. Se scegli un fondo di investimento controlla sempre le provvigioni che potrebbero erodere i tuoi guadagni. Infine, resisti alla tentazione di darti tutte le colpe quando stai perdendo e di crederti super intelligente quando guadagni». Secondo Bank of America, la generazione Z supererà i millennial in termini di guadagni nel 2031. E il modo in cui investiranno avrà ricadute non solo sul loro benessere, ma su quello del pianeta. I giovani hanno una forte sensibilità per l’ambiente e i diritti, il che fa ben sperare. Non è un caso che Tardino, nel capitolo dedicato a Jo, la più moderna delle sorelle March, parli di "investimenti socialmente responsabili".

La finanza sostenibile è giovane ed è donna. Lo dicono decine e decine di ricerche. Come quella dell’organizzazione The Philanthropic Initiative, secondo cui l’interesse per gli investimenti in questo campo, fra le donne, è più alto del 50 per cento rispetto agli uomini. «Pensano al futuro e non solo al rendimento immediato», scrive la Presidente di Banca popolare Etica, Anna Fasano, nella postfazione del libro I soldi danno la felicità (Chiarelettere), un dialogo tra Cristiana Diana Bargu, giovane laureata in Economia e Statistica, e Ugo Biggeri, presidente di Etica Sgr, il quale risponde a tutte le domande che avremmo sempre voluto fare e non abbiamo mai osato. «Il primo consiglio è: non investite in cose che non capite, non vergognatevi a chiedere», dice Bargu. Non solo il modo in cui spendiamo ma anche risparmiamo e investiamo ha un impatto sulla realtà. Con le nostre scelte finanziarie possiamo migliorare la comunità in cui viviamo, aiutare le aziende locali e, in questo modo, creare nuovi posti di lavoro per i giovani». Aggiunge un ultimo consiglio. «Da qualche tempo è di moda il kakebo, il quaderno dei conti di casa giapponese per imparare a gestire al meglio il proprio budget. Tra i risparmi, provate ad annotare anche i soldi che vi hanno reso felici nel non spendere. Come: “Oggi, invece di fare shopping, ho passeggiato e mi sento bene”».

Per saperne di più

Imparare a prendersi cura dei propri soldi non è mai stato così facile, grazie a iniziative che mirano a colmare il gap finanziario della popolazione femminile. Tra le associazioni più attive, Global Thinking Foundation (gltfoundation.com) propone Donne al quadrato, un percorso formativo di alfabetizzazione economica. La Fondazione per l’Educazione Finanziaria e il Risparmio (feduf.it) istituita dall’Abi, invece, promuove con Banco Bpm il webinar Il denaro con gli occhi delle donne, mentre la Banca d’Italia ha creato il portale L’economia per tutti. E gli appuntamenti si moltiplicheranno a ottobre, Mese dell’Educazione finanziaria: il programma è disponibile sul sito quellocheconta.gov.it. (A.B.)

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