“Penso che nel globo terracqueo non ci sia un’altra donna come me” Ornella Vanoni

Di Giuseppe Fantasia
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Photo credit: courtesy Marta Bevacqua
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From Marie Claire

“Basta con tutta questa eleganza che crea una barriera tra me e il pubblico, è una limitazione. Non sono così come mi vedete: voglio una cosa tamarra, voglio poter andare in giro con le sneakers e l’abito da sera, voglio un pezzo trap che prima o poi farò, perché c’è un cantautore milanese che me l’ha promesso, potrebbe essere arabo”.

Sta parlando di Mahmood?

La sua risposta: “Sono scaramantica. Parlerò solo se succederà”.

Ornella Vanoni è raggiante più che mai e un fiume in piena, ma a questa domanda durante il nostro incontro via Zoom preferisce non rispondere come a quella su Sanremo 2021 dove, secondo le indiscrezioni, sarà ospite (“non ne so niente, di questi tempi nulla è certo, attendo almeno una mail”). Preferisce parlare invece di questo periodo che stiamo vivendo tutti (“prima leggevo fino alle cinque del mattino, oggi sono drogata di Netflix, ho adorato La regina degli scacchi, l’ho trovato geniale”) e della pandemia che ha bloccato tutta la musica dal vivo. Lei però non si ferma, semmai si rallenta. “Il virus c’è, lo so ovviamente anche io, ma esco e passeggio con le dovute precauzioni. Se uno è terrorizzato, vive male. Ci si ammala di testa, quindi viva avere l’entusiasmo, non mi manca mai, è necessario per non impazzire”. In tournée, ovviamente, non ci andrà, “né ora ne dopo, è troppo faticoso, non ce la farei”, ma il suo sogno è poter tornare a fare un concerto con Gino Paoli, “anzi due: uno a Milano e uno a Roma. Devo solo convincerlo, perché lui oramai non si vuole alzare dalla poltrona”.

Photo credit: Luciano Viti - Getty Images
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Venerdì 29 gennaio esce il suo nuovo album prodotto da BMG, Unica, a 13 anni dal suo lavoro precedente, il 50esimo della sua lunga e fortunata carriera iniziata 60 anni fa. “Penso che nel globo terracqueo non ci sia un’altra donna che alla mia età decida di registrare un disco di inediti - ci fa notare - una cosa senz’altro molto difficile da affrontare”. “Mi stupisco perché è stato un lavoro lungo che ho deciso di iniziare che avevo 84 anni e che è finito che ne ho 86. L’ho anche detto ai miei collaboratori: facciamo in fretta che se no io tiro il calzino e non mi trovate più”, aggiunge ridendo, comodamente seduta su una grande poltrona. Dietro di lei c’è una parete di rose e di fiori gialli, un colore che ama molto. “Sono stata io a volere la foto di copertina tutta sui toni del giallo”, ci spiega. Una copertina bellissima con lei sorridente che protende le mani verso il cielo. “Ultimamente – continua - ho avuto un riflusso di memoria e mi sono ricordata del periodo della mia vita in cui ho avuto la passione per il giallo: tutto ciò che trovavo di giallo lo compravo. Oggi voglio contrastare il buio di questo virus - che sembra carino come una pianta grassa ma è terribile – e sarà anche per questo che mi è tornata la voglia del giallo, la gioia di vivere: ho di nuovo la passione del giallo come ce l’aveva Van Gogh”. Avrebbe preferito come titolo per l’album Essere Ornella ma ha vinto la casa discografica: “Ho dovuto cedere, mi hanno detto che c’era già il film Essere John Malcovich che secondo me sono in pochi a conoscere. Hanno scelto Unica, come se quel titolo fosse unico: ho già visto passare due furgoni con la scritta Unica assicurazioni, ma va bene così”.

Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
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Prodotto da Mauro Pagani e anticipato nelle scorse settimane dal singolo Un sorriso dentro al pianto (composto da Francesco Gabbani e cofirmato da lei con Pacifico) contiene 11 tracce, 3 duetti (con Virginia Raffaele, Carmen Consoli e Fabio Ilacqua che firma ben 5 brani e ha curato tutti gli arrangiamenti), collaborazioni speciali e straordinarie sorprese, a cominciare da Arcobaleno, la canzone composta per Ornella da Giuliano Sangiorgi, che esce nello stesso giorno come nuovo estratto dall’album, accompagnata da un videoclip girato fra le calli e i canali di una Venezia deserta e dai colori rarefatti. È un album davvero speciale, ricco di arrangiamenti di fiati e di archi come se ne sentono di rado, di pezzi brasiliani e di ballate. La Vanoni ha lavorato a stretto contatto con Pacifico (col brano Inizio) e col già citato Fabio Ilacqua, il cantautore-contadino di Varese che ha arrangiato tutto il disco, “una persona straordinaria che non usa il telefonino, che ama dipingere, che ama gli stessi libri che amo io come le foto di schiena o a occhi chiusi proprio come piacciono a me. Lo chiami e la mamma ti dice che è sta a zappare l’orto. Ma non è fantastico? Sarebbe un uomo interessante per molte donne, anche perché sono sicura che una donna con uno così non si annoierebbe mai”. Per la scrittura di uno dei brani, Nuda sull’erba, ci dice di aver scelto il tema spiegandogli che una delle cose che le piace di più “è sdraiarmi nuda sull’erba e fare la pipì sul prato”. Così hanno scritto insieme il pezzo ed è la prima volta che lui arrangia un disco. “Dietro c’ero io, precisa, e se il lavoro è venuto bene allora si vede che sono servita”, e ride ancora. Bello il confronto tra la Vanoni e Virginia Raffaele che si si scambiano esperienze a ritmo di samba nel brano Tu/Me e nella bonus track Un the dietro allo specchio contenuta nella versione deluxe in cd, dove a un certo punto la vera Vanoni dice all’altra: “La tua imitazione m’ha rovinato la vita, per un anno ho dovuto…”. Ho dovuto cosa? Le chiediamo, e lei: “Non avete visto che ha detto a Sanremo? Per un anno la gente ha pensato di me che fossi una maniaca sessuale e una rincoglionita”, ma a questo punto a ridere siamo anche noi assieme a lei. Chiude l’album Ornella si nasce scritta per lei da Renato Zero, una canzone che dice. “Ornella a tutti i costi e così sia!”. “Non avevo programmato un album nuovo, ma sono felice che Adele di Palma mi abbia proposto il progetto”, precisa prima di salutarci. “Questo mi ha portato a conoscere persone nuove, piene di idee e di talento, che mi hanno sorpreso e con le quali mi sono divertita molto a collaborare. La passione unita alla risata è il bello di fare musica. Il mio è un obiettivo per distrarsi e far distrarre senza fermarmi. Ma poi, diciamolo pure: perché bisogna fermarsi? Io vado avanti per la creatività, per la vita, vado avanti per vivere. E mi piace fare così”.