Perché diverse dosi di vaccino rischiano di finire sprecate?

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Vaccino nota AstraZeneca
Vaccino nota AstraZeneca

Date le regole per la conservazione dei vaccini finora disponibili, migliaia di dosi rischiano di essere buttati: in settimane come queste in cui le forniture continuano a subire tagli, il commissario per l’emergenza Figliuolo si sta adoperando per evitare sprechi.

Vaccini buttati: perché

Il vaccino Pfizer, attualmente utilizzato per medici, infermieri e soggetti con più di 80 anni, richiede per esempio una catena distributiva molto complessa. Deve infatti essere conservato ad una temperatura fra i -90 e i -60 gradi centigradi per sei mesi e, una volta che la fiala viene estratta dal congelatore, il vaccino può essere tenuto fino a cinque giorni fra 2 e 8 gradi e massimo due ore ad una temperatura non superiore a 30 gradi centigradi. Una volta diluito con sodio cloruro prima dell’uso, entro sei ore deve essere iniettato.

Ciò vuol dire che se il numero di vaccini preparati non coincide con le persone che si recano effettivamente all’hub per la somministrazione, quelle dosi non possono più essere utilizzate il giorno seguente e finiscono quindi sprecate. In diverse strutture è infatti capitato che alcuni soggetti, prenotati e convocati per un determinato giorno, non si siano presentati a effettuare il vaccino. E che le dosi, già preparate per loro, siano finite o buttate o a categorie non prioritarie.

Sulla questione il commissario Figliuolo ha dichiarato che “se ci sono classi prioritarie che possono utilizzarlo bene, altrimenti si va su classi vicine o sennò su chiunque passa“. La struttura commissariale sta dunque pensando di chiedere alle Regioni la compilazione di liste di riserva con soggetti da chiamare qualora quelli prenotati per un determinato giorno dovessero rinunciare all’ultimo.