Perché gli italiani leggono poco? E cosa preferiscono leggere? Alcune ipotesi curiose dagli Anni 50

Di Letizia Rogolino
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Photo credit: Michael Ochs Archives - Getty Images
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From ELLE

"E così andiamo avanti, barche contro la corrente, incessantemente trascinati verso il passato" scriveva il celebre scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald. Quante volte vi è capitato di emozionarvi in un mercatino dell’usato davanti a un libro, un accessorio o un capo di abbigliamento appartenuto a un passato ormai lontano? O di rimettere in ordine una soffitta impolverata e ritrovare un oggetto che riporta alla mente preziosi ricordi e una piacevole nostalgia? In questa rubrica vogliamo parlare dell’irresistibile anima vintage che è presente in ognuno di noi in diverse percentuali. Perché è impossibile cancellare quello che è stato, anche perché a volte serve guardare indietro per trovare l’ispirazione, nella moda, nell’arte, nella musica e nella vita.

“Quanto si legge nel nostro paese? E che cosa si legge?” chiede il giornalista Alcar all’inizio di un articolo su un vecchio numero de La Tribuna Illustrata intitolato “Gli italiani leggono poco”. Un problema sempre attuale nel nostro paese, soprattutto oggi che, con la diffusione sempre maggiore del digitale, l’editoria vive spesso momenti di incertezza e sconforto.

L’inchiesta del vecchio giornale degli Anni 50 si è concentrata soprattutto sui libri e non sulle pubblicazioni periodiche, sottolinenando che giornali e riviste “conservano i loro lettori fedeli e, anzi, anche settimanali illustrati li vedono crescere sistematicamente” mentre la vendita dei libri lascia molto a desiderare. L’autore dell’articolo ipotizza come prima causa il costo dei libri, ma poi riflette sul fatto che le biblioteche pubbliche mettono a disposizione molti testi gratuitamente, anche se qualcuno non condivide “il fastidio del modulo da riempire per averli in prestito”. All’epoca in Italia si registrava un numero molto basso di persone che frequentavano le biblioteche pubbliche, a differenza di altri paesi europei come Francia e Svizzera. “In Francia i prestiti di libri all’anno si aggirano sui 19 milioni”.

Può essere allora che “al passatempo della lettura si preferisce andare al cinema o assistere a una manifestazione sportiva” come pensa Alcar, aggiungendo che “il non grande amore degli italiani per il libro è dimostrato anche dal numero delle opere che i nostri editori pubblicano annualmente”. Tuttavia, concentrandosi poi sui gusti degli italiani in fatto di letture, l’articolo procede cercando di capire cosa preferiscono leggere le persone nel nostro paese. “Al primo posto i libri di narrativa e al secondo quelli di poesia. Seguono nell’ordine: i libri di scienza politiche, economiche e sociali; i libri religiosi; quelli di scienze mediche e di scienze giuridiche; i libri di agricoltura, filologia e via via gli altri”. Agli ultimi posti le biografie contemporanee, i libri di economia domestica e di educazione sportiva.

Alcuni tipi di libri considerati “evergreen” all’epoca risultano i libri per ragazzi e “gli immortali libri dell’800. Fra i più richiesti Leopardi, Carducci, Pascoli, fra i poeti, mentre fra i narratori Manzoni, Nievo, Verga, Deledda e gli intramontabili De Amicis e Collodi, poi la Serao e De Marchi. Tra gli stranieri Flaubert, Cecov, Dostojewski, Tolstoi, Stendhal e Maupassant. Fra i nostri narratori più letti il primo posto spetta a Guareschi, cui seguono nell’ordine Moravia, Buzzati e Soldati”.

Lo so che a questo punto dell'articolo state pensando: "Chissà oggi quali sono i libri più venduti?". Ebbene vi rispondo subito. Secondo una recente classifica realizzata da Amazon.it i generi più venduti sono i libri per bambini, seguiti da gialli, libri di cucina e libri per ragazzi. Mentre secondo i dati di Writers Write

“Infinitamente più del romanzo e del libro di fantasia in genere, trovano all’estero acquirenti e lettori i libri di storia e di memorie politiche e le biografie”

“Nella classifica dei nostri dieci best-sellers degli ultimi dieci anni non troviamo una biografia contemporanea o un libro di memorie politiche, bensì soltanto romanzi e di questi sei addirittura sono di autori stranieri: Hemingway Waitari, Slaughter, Robinson, Selinko e Sagan”.