Perché la borsa cuore di Gucci ha fatto impazzire tutti?

Di Anna Paola Parapini
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Photo credit: Gucci
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Nell'anno del centenario di Gucci, Alessandro Michele ha presentato Aria, la nuova collezione della maison Gucci che ha dato vita - tra le altre cose - a un'operazione di hackeraggio creativo con Balenciaga e Denma Gvsalia. Gucci inscena un'enigmistica sociale con la sua nuova collezione, omaggio del direttore creativo ai primi cento e illustri anni di vita del marchio, creando una griglia di indovinelli di cui suggerisce - in ogni capo, in ogni accessorio - le risposte. 97 look e prodotti culturali proprio per il fatto di esser compiuti in un determinato periodo storico e per portare in sé la testimonianza delle predilezioni, dei sogni, del gusto di questo periodo. Molti capi della collezione sono stati “rubati”, per così dire, alle silhouette sartoriali di Demna Gvasalia per Balenciaga e soprattutto al lessico sexy di Tom Ford, con cui Michele ha lavorato in Gucci e di cui è grande fan. Il rock e la poesia, il punk e il neoclassico si fondono in questa collezione il cui simbolo per eccellenza è una clutch anatomica a forma di cuore, che ha catturato l'attenzione di tutti, stampa, social e anche di chi non è affatto interessato di moda. Ricoperta di vernice o cristalli e immersa nella "luccicanza" - un termine "rubato" al filosofo Emanuele Coccia, ma anche al film Shining di Stanley Kubrick - la borsa a cuore si porta in spalla, in mano o sottobraccio, come tutte le emozioni. E rappresenta la nostra volontà di metterci a nudo, di far emergere la nostra essenza, di esprimerci, di ballare, correre e baciarci. E in questo Michele conferma la sua capacità di dare forma ai desideri più intimi e globali, quelli così puniti durante la pandemia. Un accessorio suggestivo, che rientra perfettamente nell’estetica simbolico/esoterica di Alessandro Michele. Per spiegarne meglio i significati bisogna partire però da una definizione più precisa: l’accessorio a cuore non è infatti una comune borsa, ma una minaudière.

All’inizio del 1900 le dame custodivano trucchi, gioielli e accessori personali all’interno di piccolissime scatole bijou: le minaudière. Veri e propri oggetti d’arte piuttosto che accessori pratici e funzionali, le minaudière sono piccoli scrigni ornamentali che completano un abito da sera o da cerimonia donando un’aura preziosa e sofisticata. Si tratta dunque di un accessorio prezioso. Il nome fu registrato negli Anni 30 da Van Cleef & Arpels e venne creato per la prima volta ispirandosi allo stile della scrittrice e mecenate Florence Gould che utilizzava un portasigarette metallico di Lucky Strike come borsetta. Lo stile venne presto adottato da altri famosi gioiellieri come Tiffany & Co., Cartier e Chaumet e divenne in seguito una produzione molto specializzata. Una delle minaudière più celebri della storia della moda la disegnò Alexander McQueen, usando un "tirapugni" come manico e che rimane a oggi uno dei più celebri accessori del brand.

Come dicevamo, la minaudière di Gucci ha la forma anatomica di un cuore. La scelta è stata di certo dovuta alla volontà di creare un accessorio suggestivo e al contempo messianico, profetico ,straniante. Una soluzione di compromesso fra il lusso fin-de-siècle amato da Michele e il suo gusto per uno styling dal sapore esoterico. Il "cuore" simbolico rappresentato dalla minaudière è quello che passa intatto di decennio in decennio attraverso le molte reincarnazioni della maison. "Gucci santifica la moda. E io venero questo marchio come una divinità, perché a sua volta ha creato uno stile che si è evoluto, è cambiato, si è trasformato a prescindere da coloro che ne sono stati direttori creativi" ha affermato il direttore creativo Alessandro Michele. E in effetti, nella sua inimitabile capacità alchemica di unire elementi di epoche diverse e addirittura di "mani" differenti, solo lui riesce a coniugare discorsi altissimi con la realizzazione concreta di abiti e accessori ad altissimo tasso di desiderabilità. La borsa a cuore indica dunque la passione per il brand e per la sua larga mitologia che rimane immutata attraverso cambi e passaggi di mano, quasi a dire che Gucci uno è e uno solo resterà per sempre. Tra cavalli e pavoni e pappagalli bianchi, la borsa cuore alla fine del fashion film è lanciata in aria, un passaggio di consegne che libera nell'etere il bagaglio d'immaginario e d'immagini della maison, a confermare che poco importa chi lo indosserà, quello che importa, è che sia Gucci.