Perché l'ultima campagna della borsa Jacquemus con Kendall Jenner (nuda) fa discutere?

·3 minuto per la lettura
Photo credit: Don Arnold - Getty Images
Photo credit: Don Arnold - Getty Images

“Simon, dolcezza, ma che cos’è?”. A occhio e croce, sono quasi 3mila i commenti (per lo più negativi) postati sotto la foto della nuova campagna pubblicitaria del marchio di Simon Porte Jacquemus. Presto in arrivo per la stagione moda Autunno Inverno 2021 2022, la foto teasing della nuova collezione La Montagne avrebbe posto molti – e molte (femministe) – davanti a un quesito: caro Jacquemus, ma la protagonista di questa campagna pubblicitaria, volevi fosse la borsa o Kendall Jenner (nuda)?


Restiamo lucide. Associando il nome alla foto della campagna pubblicitaria, La Montagne potrebbe voler lasciar pensare a una collezione che la donna Jacquemus indosserebbe anche per scalare una montagna. Senza rinunciare però alla sua borsa del cuore. Ma come sottolineano nei commenti alcune utenti: viviamo ancora nell’era in cui è necessario mostrare una donna nuda per vendere una borsa? La domanda è lecita, è giusta. Kendall Jenner – tra l’altro, molte utenti hanno criticato anche la scelta della modella: “Perché non Bella Hadid?”, scrive qualcuno – è appesa a un filo, pronta a scalare appunto una montagna. Ed è nuda, fatta eccezione per le calze, i sandali e la sua borsa Jacquemus moda Autunno Inverno 2021 2022.

I meme ovviamente non hanno tardato ad arrivare. Con l’aiuto di Photoshop, c’è chi è riuscito a portare Kendall Jenner con la sua borsa Jacquemus anche al palo della pole dance, in una caserma di pompieri. Ironia o mercificazione del corpo femminile? Lasciateci scagliare una freccia a favore di Kendall Jenner e di Simon Porte Jacquemus, e lasciateci dirottare la nostra freccia anche proprio a monte della questione: non crediamo assolutamente che il direttore creativo abbia – in partenza – pensato di strumentalizzare il corpo di Kendall “per vendere una borsa”. Anche perché, in tutta onestà, il target della borsa è costituito principalmente da donne. A rinforzo della nostra tesi, tiriamo in ballo l’espressione di Kendall: apatica, senza energia né vitalità. Non vuole essere la sex bomb che attirerà l’attenzione di chi sceglie istintivamente – volente o nolente – di vedere malizia nella foto. Anzi, è come se lei non ci fosse realmente (e forse è piuttosto questa la vera mercificazione, la sua invisibilità): l’attenzione è tutta sulla borsa.

Quindi torniamo al dunque. La nudità (che poi, diciamocelo, è ancora tabù?), un meme sulla pole dance e l’accusa di aver strumentalizzato un corpo per vendere una borsa. Se questo fosse un tribunale, ci piacerebbe immaginare che a difendere Simon Porte Jacquemus fosse la scrittrice Kerry Griffiths. Autrice del libro Femininity, Feminism and Recreational Pole Dancing, Kerry dimostra nel corso della sua opera quanto sia la pole dance stessa – uno sport legittimo - a essere stata “sessualizzata”, a scapito dunque del corpo della donna. E lo fa con la ricerca empirica: intervistando donne che, pur completamente a proprio agio nello stare quasi nude, pur consapevoli di quanto stiano facendo, “negoziano, interpretano e portano in scena una specifica identità femminile”, che non sempre corrisponde alla propria. E non sta forse facendo lo stesso Kendall Jenner, interprete di un ruolo nella nuova campagna Jacquemus? E poi, femminismo oggi non è forse anche scegliere di essere padrone dei propri corpi, e farci quanto più si ritiene opportuno?

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli