Perché questa iconica borsa Dior deve nome e fama a Lady Diana (che ha contribuito alla sua storia)

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Photo credit: COURTESY DIOR PRESS OFFICE
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Dal 1995 al 1997, anno della sua tragica scomparsa, Lady Diana fu innamorata perdutamente delle sue borse Lady Dior (recentemente riproposte dalla maison, tra l'altro, anche in formato micro). Ma come avvenne l'incontro con questo prezioso oggetto del desiderio, oggi it bag imprescindibile? E come, soprattutto, assunse poi il nome effettivo della principessa di Galles (pur avendone in partenza un altro)?

La storia del profondo amore tra la principessa Diana e la leggendaria borsa Lady Dior dal formato boxy è tramandata dagli archivi storici e fotografici della maison francese. Era settembre 1995 quando, in occasione dell'inaugurazione di una retrospettiva di Paul Cézanne presso il Grand Palais di Parigi, l'ex moglie del principe Carlo incontrò l'allora première dame di Francia Danielle Mitterrand. Quest'ultima aveva ricevuto in esclusiva dalla casa di moda francese una piccola borsa firmata Dior: la pelle era trapuntata con imputure a vista; i manici la rendevano perfetta per essere portata a mano. Si chiamava Chouchou, in orgine, e non era ancora stata ufficialmente lanciata sul mercato. Danielle Mitterrand ne fece omaggio alla principessa Diana, già icona di stile internazionale e autentica precorritrice di tendenze. Il risultato di quel nobile omaggio è che fu (davvero) amore a prima vista.

Photo credit: COURTESY DIOR PRESS OFFICE
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Esattamente due mesi dopo, il 25 novembre dello stesso anno, Lady Diana partì con la sua nuova borsa Dior per un tour ufficiale in Argentina in rappresentanza della royal family. Paparazzi appostati e pronti per scattar foto a più non posso, ed ecco il ritratto perfetto di colei - principessa in primis, e borsa poi - che sarebbe stata conosciuta da quel momento in poi (anche) come Lady Dior.

Photo credit: Tim Graham - Getty Images
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Photo credit: COURTESY DIOR PRESS OFFICE
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Diana aveva reso la borsa omaggiatale protagonista del look con cui lasciò l'aereo atterrato a Buenos Aires. E fu immortalata in uno scatto epico che fece il giro del mondo. Da allora, la borsa Dior non si chiamò più Chouchou, ma semplicemente... Lady Dior. "Ho sempre amato il senso di libertà che Diana ha sempre applicato al modo di vivere la moda, usando l'abbigliamento come forma di emancipazione - ha raccontato Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior, a vogue.co.uk; - per lei era un modo per sentirsi sicura di sé e pronta per affrontare qualsiasi situazione".

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