Perugia, mille sardine contro la Lega

REUTERS/Guglielmo Mangiapane


Oltre un migliaio di manifestanti si sono riuniti sabato 23 novembre nel centro di Perugia "per dire no alla politica dell'odio". Il popolo delle sardine ha invaso piazza della Repubblica e parte di corso Vannucci mentre, in un'altra zona del capoluogo umbro, si svolgeva la festa organizzata dalla Lega per celebrare la vittoria alle elezioni regionali.


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"Qui c'è la sinistra che non è stata rappresentata in questi anni dal Partito Democratico", hanno detto i partecipanti al movimento delle sardine. I manifestanti hanno sottolineato "la non appartenenza politica". "La nostra è un'iniziativa che nasce dalla base, ma certo lanciamo un messaggio politico. Noi siamo l'Italia vera e non quella che festeggia alla Città della domenica", hanno detto riferendosi alla manifestazione della Lega. Presenti in piazza anche alcuni esponenti sindacali, senza simboli propri, ed ex amministratori di centro-sinistra.


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La mobilitazione a Fiorenzuola e il vademecum delle sardine

Intanto è atteso, per le 18 di domenica 24, il raduno delle sardine a Fiorenzuola, in piazzale Taverna. "Niente simboli e bandiere, domenica ci sarà spazio per tutti", si legge su Facebook.



E in previsione della mobilitazione viene ricordato il "Vademecum delle 6000 sardine":

1. I numeri valgono più della propaganda e delle fake news, per questo dobbiamo essere in tanti e far sapere alle persone che la pensano come noi che esiste questo gruppo;

2. È possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, non violenza, creatività e ascolto;

3. La testa viene prima della pancia, o meglio, le emozioni vanno allineate al pensiero critico;

4. Le persone vengono prima degli account social. Perché? Perché sappiamo di essere persone reali, con facoltà di pensiero e azione. La piazza è parte del mondo reale ed è lì che vogliamo tornare;

5. Protagonista è la piazza, non gli organizzatori. Crediamo nella partecipazione;

6. Nessuna bandiera, nessun insulto, nessuna violenza. Siamo inclusivi;

7. Non siamo soli ma parte di relazioni umane. Mettiamoci in rete;

8. Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici;

9. Le azioni mosse da interessi sono rispettabili, quelle fondate su gratuità e generosità degne di ammirazione. Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo ma Rivoluzionario;

10. Se cambio io, non per questo cambia il mondo, ma qualcosa comincia a cambiare. Occorrono speranza e coraggio.


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