Piano vaccini, Draghi pensa al modello inglese: come funziona

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(Photo by Davide Pischettola/NurPhoto via Getty Images)
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La campagna di vaccinazione in Italia sta rallentando e potrebbe subire un nuovo colpo a causa dei ritardi appena annunciati da AstraZeneca sulla consegna di dosi al nostro Paese, penalizzando soprattutto regioni come Lazio ed Emilia-Romagna. I governatori chiedono al governo un deciso cambio di passo in questo senso. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, il premier incaricato Mario Draghi, che ha più volte sottolineato di voler mettere in cima alle priorità del suo esecutivo la questione vaccini, starebbe pensando di attuare il modello inglese. Di cosa si tratta? E come funziona? 

Prendendo spunto dall'esperienza della Gran Bretagna, l'idea è quella di somministrare una sola dose del vaccino a tutti e subito, senza accumulare scorte per il richiamo. Le tanto pubblicizzate "primule" (i padiglioni provvisori voluti del commissario Domenico Arcuri) verrebbero "congelate" e si passerebbe all'utilizzo di strutture già esistenti come stazioni ferroviarie, aeroporti, fiere e grandi parcheggi. Confindustria ha proposto, come riporta La Repubblica, di aprire le fabbriche per vaccinare dipendenti e familiari.

Le stazioni ferroviarie

Un centinaio, pescando da quelle che per l’appunto appartengono alla società Centostazioni. Una lista che comprende gli scali di città importanti come Brescia, Padova, Parma, Salerno. E anche le stazioni secondarie delle grandi città, come Milano Porta Garibaldi, Roma Ostiense e Napoli Afragola. Si potrebbero aggiungere anche le grandi stazioni come Milano Centrale, Roma Termini o Torino Porta Nuova. Ma non è detto, visto che anche in questi mesi di vita e spostamenti a scartamento ridotto sono comunque luoghi affollati.

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I parcheggi dei grandi centri commerciali

Qui nella lista dei candidati ci sono 955 strutture, alle quali vanno aggiunti 33 outlet. Arruolate le caserme dei vigili del fuoco, in linea di massima una per provincia. E gli spazi dei 41 aeroporti e dei 32 porti commerciali italiani. Con la possibile aggiunta anche di alcuni dei 228 porti turistici. L’obiettivo annunciato è fare mezzo milione di somministrazioni al giorno. Utilizzando anche i 40 mila medici di famiglia, con l’accordo ormai pronto.

La polizia e i volontari

Nell’elenco c’è anche una struttura della polizia in ogni provincia. E anche i locali delle organizzazioni nazionali di volontariato: nell’elenco nazionale della Protezione civile sono in tutto 49, dalla Caritas all’Associazione nazionale carabinieri. Ma si dovrebbero aggiungere anche quelle locali, che sono anche di più. Con un totale di 300 mila volontari che potrebbero essere utilizzati sia per le attività strettamente mediche, se qualificati per questo compito, sia per quelle logistiche e di sicurezza.

La Croce Rossa

Vi sono infine anche strutture della CR, come quella già operativa a Roma nel parcheggio dell’aeroporto di Fiumicino. E ancora 70 strutture della Difesa, come il drive through della Cecchignola, la città militare alle porte di Roma, che finora è stato utilizzato per i tamponi e che a regime potrà fare 2.500 iniezioni al giorno. Un altro aiuto potrebbe arrivare da mille tende della Protezione civile, lo stesso tipo utilizzato oggi per i triage davanti agli ospedali. 

La proposta di Confindustria

"I dipendenti delle aziende aderenti a Confindustria sono circa 5,5 milioni, se consideriamo una media di 2,3 componenti per nucleo familiare potremmo vaccinare più di 12 milioni di persone. Siamo disposti a mettere le fabbriche a disposizione delle comunità territoriali nell’ambito del piano nazionale delle vaccinazioni". Questa la proposta avanzata a Palazzo Chigi da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. 

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