Pier Paolo Pasolini tra le braccia di Tilda Swinton e Olivier Saillard nell’atelier di Romaison

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Photo credit: Tilda Swinton nell’atelier di EMBODYING PASOLINI, in  anteprima con Romaison al Mattatoio di Testaccio a Roma, 2021 © Ph Ruediger Glatz _ THE NEW BLACK Courtesy Romaison
Photo credit: Tilda Swinton nell’atelier di EMBODYING PASOLINI, in anteprima con Romaison al Mattatoio di Testaccio a Roma, 2021 © Ph Ruediger Glatz _ THE NEW BLACK Courtesy Romaison

Shhh! Il frusciare morbido di doppio raso e seta, acceso da fiori bianchi e neri di paillette, dispiega le trame della memoria e della meraviglia tra le braccia di Tilda Swinton. Il fascino etereo dell’attrice scozzese da Leone d’Oro, toglie da manichini e teche museali, i costumi di scena scolpiti su trame e personaggi del cinema eretico di Pier Paolo Pasolini, dalla sartoria di Piero Farani per un maestro del costume come Danilo Donati. La signora Vaccari di Hélène Surgère, non volteggia più la gonna a ruota, le maniche a sbuffo e la vivacità educata alle perversioni del potere, nel Girone delle manie di Pier Paolo Pasolini. Dell’audace dissimulazione storica del suo Salò o le 120 giornate di Sodoma, nell’inferno tragicamente contemporaneo che prefigura con complici come De Sade e Dante, insieme al testamento chiaroscuro di un gigante.

Nell’atelier d’artista di Embodying Pasolini, presentata in anteprima mondiale da Romaison, in uno dei padiglioni del Mattatoio di Roma e del Testaccio più legato a Pasolini, non si indossano reliquie della settima arte ma l'assenza del corpo. La performance anima il corpus di silhouette e costumi, per dialogare con i vuoti lasciati dagli interpreti e la cinematografia pasoliniana, nello spazio d'incontro tra generi, ingegno e nuove interpretazioni. Tilda Swinton li scarta, li accosta e scalda, tra le braccia e le sinuosità del suo corpo diafano, quanto il camice e i guanti che condivide con Olivier Saillard, insieme a una gestualità performativa, sensibile a vita e incanto, trame di sartoria e memoria, quei valori della corporeità e i nodi del tessuto contemporaneo, così vitali per Pasolini.

Photo credit: © Ph Ruediger Glatz _ THE NEW BLACK Courtesy Romaison
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L’artista scozzese tiene tra le braccia e vicino al cuore, la trama dei costumi che hanno dato corpo alla visione cinematografica più autobiografica di Pasolini, con la stessa propensione all’ascolto e alla trasformazione che sfida i limiti della natura umana, divenuta cifra stilistica del suo eclettico talento. Infusa agli amanti immortali di Jim Jarmusch, quanto all’Orlando di Virginia Woolf, Sally Potter e delle sua prima curatela, alle metamorfosi di David Bowie e gli orrori di Luca Guadagnino, come alle sublimi performance artistiche con cui estende i limiti della sua esplorazione artistica. Probabilmente anche della J. K. L. Berensen di Wes Anderson, attesi all’imminente Festival di Cannes con The French Dispatch.

La complice ideale delle performance artistiche di uno storico dell’arte e della moda come Olivier Saillard, con la preparazione di un archeologo, la sensibilità di un antropologo e l’animo di un poeta. Un mix dirompente, maturato insieme alle riflessioni concettuali di progetti espositivi, editoriali e da indossare con le sue ricchissime collezioni di Moda Povera, insieme alla direzione artistica di prestigiose istituzioni del settore, dai musei della moda di Marsiglia e Parigi, alla storica azienda calzaturiera francese J.M. Weston e la Fondation Azzedine Alaïa.

Photo credit: © Ph Ruediger Glatz _ THE NEW BLACK Courtesy Romaison
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Embodying Pasolini diventa la naturale evoluzione di performance con le quali Tilda Swinton e Olivier Saillard esplorano nuove prospettive e dialoghi con la storia di moda e costume. A partire da The Impossible Wardrobe (2012) e i pezzi storici custoditi da musei come il Galliera di Parigi, tra la marsina di Napoleone, il cappotto di Sarah Bernhardt, la cappa rosa shocking di Elsa Schiaparelli, o gli artigli smaltati dei suoi guanti.

Successivamente alla performance che ha confezionato per il pubblico l’abito di Eternity Dress (2013), e quella che rivisita il guardaroba dei visitatori con Cloakroom - Vestiaire obligatoire (2014), Swinton & Saillard si dedicano anima e corpo ai frutti della lunga collaborazione tra Pasolini e Donati con la sartoria Farani. La tensione del corpo di lei, svelata dalla costellazione di vene pulsanti e dai muscoli bloccati da lunghe attese e silenzi fragorosi, con la ripetizione attenta ed entusiasta dei gesti di entrambi, accompagna la trasfigurazione degli oltre quaranta costumi disegnati da Donati e realizzati dalla storica sartoria romana, insieme alle architetture fantasiose dei copricapo, sostenute dalle forme di legno del Laboratorio Pieroni.

Photo credit: © Ph Ruediger Glatz _ THE NEW BLACK Courtesy Romaison
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Ogni istante della lunga performance, presentata in anteprima il 25 giugno 2021, dal vivo nel Padiglione 9 dell’ ex Mattatoio di Roma e in streaming, invita a guardare da prospettive contemporanee il valore della corporeità, tessuto da Donati sulla cinematografia pasoliniana più autobiografica, sovversiva e censurata, da La ricotta a Salò, tra la lana nera della giacca di Totò appesa sulla gruccia di Uccellacci e uccellini e il fustagno bianco montato a cartucciera per i soldati del sogno del martirio di Porcile. Le pesanti tuniche bianche e nere dell’Edipo re, tessute a telaio intrecciando chilometri di lana, cotone e juta, diventano parte di una performance finemente articolata dai nodi del contemporaneo (e la tendenza dell'uomo occidentale a non prendere coscienza di sé e della sua alienazione). Dalla secolare tradizione figurativa mandata in frantumi con Il Vangelo Secondo Matteo e gli uomini di Pasolini, tra magi, apostoli e i sacerdoti, con cappelli a comignolo ispirati agli affreschi di Piero della Francesca.

Photo credit:  © Ph Ruediger Glatz _ THE NEW BLACK Courtesy Romaison
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L’araldica applicata alle cromie sfacciate del velluto a specchio per I Racconti di Canterbur, continua a contemplare lo studio sull’umanità, insieme all'universo arcaico e libero dalla massificazione senza progresso de Il fiore delle mille e una notte, sbocciato con linee orientali, laminati, nappe da tappezzeria, frangia di spugna e pon-pon. Dialogo della 'trilogia della vita', già aperto dalla breve ma suggestiva apparizione della Madonna (di Silvana Mangano), sognata dal Pasolini allievo di Giotto, in cerca di aspirazione con Il Decameron più popolare di Boccaccio.

Photo credit: © Ph Ruediger Glatz _ THE NEW BLACK Courtesy Romaison
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Restituendo valore alla corporeità, smarrita non solo da moda e costume destinati ai manichini senza anima, Embodying Pasolini ne testa potenzialità e visioni contemporanee tessute insieme ai preziosi frammenti di storia, costume ed estro, custoditi da archivi e musei. Valorizza le connessioni innescate da un laboratorio di ricerca sulle sartorie romane e le eccellenze del made in Italy come Romaison, curato dalla dedizione e ostinazione di Clara Tosi Pamphili. Studiosa delle Arti Applicate, Architetto e art director, sensibile ai dialoghi senza tempo. Già curatrice del catalogo di una precedente mostra dedicata ai costumi di scena disegnati da Danilo Donati e confezionati dalla storica Sartoria Farani di Roma, per i film di Pier Paolo Pasolini e molti altri, a partire da quelli da Oscar del Casanova di Federico Fellini e Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli.

Photo credit: © Ph Ruediger Glatz _ THE NEW BLACK Courtesy Romaison
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Nelle pagine del catalogo pubblicato da Silvana Editoriale per Trame Di Cinema. Danilo Donati E La Sartoria Farani (al museo di Villa Manin di Passariano di Codroipo (UD) fino al 22 giugno 2014) è stato Mustafa Sabbagh a fotografare i costumi indossati da corpi reali, oscurando il volto insieme all’identità, con la poetica della maschera che il fotografo, artista ed esploratore della dimensione più viscerale di moda, costume e società, usa per liberare il modo più inconscio di sentirsi e ri-conoscersi. Oggi Tilda Swinton e Olivier Saillard svelano anche il volto, abbracciando la memoria più contemporanea del cinema eretico e corsaro di Pier Paolo Pasolini, nell’atelier di Romaison, alla vigilia del centenario della nascita di una delle intelligenze più acute e provocatore del XX secolo che neanche i brutale omicidio è riuscito a mettere a tacere.

Photo credit:  Courtesy Romaison
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