Pierfrancesco Favino su Sanremo: «Penso che la tv popolare la dovremmo fare tutti»

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Pierfrancesco Favino ha ringraziato Sanremo per avergli rilanciato la carriera.

Quando l'attore de «Il Traditore» è salito sul palco dell'Ariston insieme a Claudio Baglioni e Michelle Hunziker era infatti nel momento meno brillante della sua professione ma, come spesso accade, il Festival lo ha rimesso in carreggiata.

«Venivo da momento in cui avevo fatto teatro, appunto, e detto molti no, che nel nostro mestiere equivale a un ciao. È stato come un All in a poker», ha dichiarato Pierfrancesco Favino a Il Corriere della Sera.

«Adesso sappiamo che è andata bene, ma la verità è che in quel momento non mi voleva più nessuno - ammette il vincitore del David di Donatello -, sapevo che avrei rischiato tutto e che l’ambiente mi guardava molto male per questa cosa. Mi faceva incazzare che le paure che mi spingevano a dire di no non erano le mie. Mi sono detto: ma hai quasi 50 anni, e rischi di non fare una cosa che sai ti appartiene per la paura del giudizio altrui? Ho avuto la buona sorte di essere accompagnato da due matti, Claudio Baglioni e Michelle Hunziker, la buona sorte che nessuno si aspettasse nulla. È stato un successo, dunque un moltiplicatore. Fosse stato un fallimento, sarebbe stato un cratere. Penso che la tv popolare la dovremmo fare tutti, Mastroianni andava a prendersi in giro, Gassman a fare le capriole con Pippo Baudo. Io non faccio lo snob. Le persone hanno voglia di vederti. Diventi uno di famiglia».

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