Piers Morgan rincara la dose su Meghan Markle in una nuova intervista tv

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Piers Morgan fa il bis: dopo le polemiche mosse contro Meghan Markle in seguito all’intervista rilasciata in coppia con il principe Harry a Oprah Winfrey, il giornalista britannico rincara la dose.

Nell’intervista con il presentatore di FOX News, Tucker Carlson, Piers ha accusato l'ex attrice 39enne di «guadagnare milioni dai reali mentre distrugge la famiglia».

I commenti del noto presentatore gli sono costati il posto nel programma televisivo mattutino britannico Good Morning Britain, senza però fargli cambiare idea.

«Quello che mi è successo sta accadendo in tutta la Gran Bretagna e in America», ha spiegato Piers riferendosi al licenziamento di molti colleghi che esprimono le loro controverse opinioni in merito a casi di attualità.

«Posso sopportarlo, ma ci sono molte persone che non hanno la nostra piattaforma, che vengono spazzate via, vite distrutte, carriere finite per cose ridicole».

La duchessa, nella ormai nota intervista con la Winfrey, ha accusato alcuni membri del palazzo reale inglese di razzismo e di averle impedito di accedere alle cure in seguito a pensieri suicidi.

«Lo trovo impossibile da credere», ha rimarcato il presentatore invitando poi direttamente Meghan a fare i nomi delle persone incriminate.

«Stai accusando due persone nel palazzo di essere indicibilmente crudeli semplicemente per proteggere il marchio della famiglia reale. Se questo è vero, diciamo i nomi di queste persone e andiamo da loro chiedendogli: “È vero? Hai detto a una donna suicida... di non farsi aiutare? Perché lo trovo impossibile da credere».

Piers ha anche accennato alle accuse di razzismo mosse da Meghan e suo marito, il principe Harry, all’indirizzo di un membro della famiglia reale che pare abbia sollevato delle questioni sul colore della pelle del loro primogenito Archie prima che nascesse.

Piers ha insistito sul fatto che il pubblico «non sa cosa è stato detto in quelle conversazioni, ma ritiene che le domande fossero innocenti». Piers ha però precisato che se i commenti sono stati «pronunciati in tono dispregiativo o di preoccupazione, allora diventa razzismo».