Prescrizione, Italia viva vota con le opposizioni

Il leader di Italia viva, Matteo Renzi (AP Photo/Alberto Pellaschiar)

Tutto rinviato. Dopo gli ultimatum arrivati da Matteo Renzi, nessun emendamento con il lodo Conte bis verrà presentato al decreto Milleproroghe. La mediazione che aveva messo d'accordo M5S, Pd e Leu diventerà oggetto di un disegno di legge che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri, insieme al disegno di legge delega contenente la riforma del processo penale.

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Si evita dunque per il momento uno scontro con Italia Viva, con Matteo Renzi che rimette nel cassetto la mozione di sfiducia nei confronti del Guardasigilli Alfonso Bonafede.

La tensione rimane tuttavia altissima. Iv fa fibrillare il governo quando in Commissione Bilancio e Affari costituzionali, che esamina il decreto Milleproroghe, vota insieme a Lega, FI e FdI un emendamento a prima firma Magi (+Eu) che prevede la sospensione fino al 31 dicembre 2023 della legge Bonafede sulla prescrizione. La proposta di modifica viene bocciata sul filo, con i voti contrari di Pd e M5S (44) e i voti favorevoli (42) dei renziani uniti a quelli delle opposizioni. Rinviato a mercoledì pomeriggio il voto sul “lodo Annibali”, l'emendamento di Iv che propone il rinvio della riforma di un anno.

Intanto il presidente del Consiglio Conte viene descritto come molto seccato per le minacce renziane. Irritati si mostrano i Dem che per voce del segretario Zingaretti bollano come "un insopportabile teatrino della cattiva politica" la minaccia di Renzi su una possibile mozione di sfiducia al suo stesso Governo. "Vedo che Salvini, Meloni e Berlusconi ormai stanno zitti - prosegue Zingaretti -, forse perché l'opposizione per loro la sta facendo qualcuno altro e questa situazione sta diventando veramente insostenibile", tuona.

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Per i Dem l'azione dei "geniacci politici" renziani, altro non ha fatto che allungare la permanenza in vita della legge Bonafede. Accusa respinta al mittente da Iv: "Il Pd vota una legge di Bonafede e Salvini pur di non votare con noi la sua legge firmata Orlando".

Giovedì se ne parlerà in Consiglio dei ministri, insieme alla riforma del processo penale per ridurre i tempi dei processi anche con sanzioni ai giudici che sforano, riformare il Csm escludendone i parlamentari e fermare le "porte girevoli" tra politica e magistratura.