Pressione su Germania, crisi energetica riaccende divisioni in Ue su debito comune

Il Commissario europeo per l'Economia Paolo Gentiloni a Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - Il commissario europeo per l'economia Paolo Gentiloni e quello per il mercato interno Thierry Breton propongono l'emissione di debito comune per aiutare l'Ue a superare insieme la crisi energetica, dopo che la Germania è stata oggetto di critiche per aver agito per conto proprio, stanziando ingenti sussidi che gli altri Stati membri non potrebbero permettersi.

La crisi dei prezzi dell'energia - aggravata dal taglio delle forniture di gas all'Ue da parte della Russia in seguito alle sanzioni occidentali per la guerra di Mosca contro l'Ucraina - minaccia una recessione in Europa, che si sta ancora riprendendo dagli effetti della pandemia Covid.

Nel tentativo di reagire al caro energia, venerdì i leader dell'Ue chiederanno all'organo esecutivo del blocco di trovare una soluzione per far fronte all'impennata dell'inflazione, fissando un tetto ai prezzi del gas, che sarebbe finanziato da prestiti comuni.

Ma Germania, Danimarca e Paesi Bassi si sono opposti al price cap, adducendo come motivo i timori sulla sicurezza degli approvvigionamenti. I tre Paesi sono anche contrari al debito comune - un'eco di antiche divisioni interne all'Ue riaffiorate a causa della crisi energetica e dell'inflazione.

La Germania ha invece sollevato critiche dopo aver annunciato un massiccio pacchetto di sostegno da 200 miliardi di euro per imprese e famiglie, un valore che supera gli aiuti annunciati dalle altre principali economie dell'Ue: 67 miliardi nel caso della Francia e 68 miliardi per l'Italia.

"È bene guardare agli aiuti di Stato tedeschi mentre si discute del price cap dell'Ue. Sono in debito con noi. O il tetto, o qualcosa di ragionevole sull'acquisto comune di gas o sul finanziamento condiviso", ha affermato un diplomatico dell'Ue.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha avvertito la scorsa settimana che qualsiasi misura di emergenza non deve danneggiare il mercato unico del blocco e che è "fondamentale" mantenere condizioni di parità.

Oggi due membri della sua squadra, il commissario europeo per l'economia Paolo Gentiloni e il commissario per il mercato interno Thierry Breton, si sono spinti oltre, proponendo che nuovo debito comune potrebbero seguire il modello di quello emesso durante la pandemia per sostenere l'occupazione.

CORSA ALLE SOVVENZIONI

"È più che mai importante evitare di frammentare il mercato interno, di creare una corsa ai sussidi e di mettere in discussione i principi di solidarietà e di unità che sono alla base del nostro progetto europeo", hanno scritto i due in un articolo pubblicato sull'Irish Times.

"C'è solo una risposta possibile: quella di un'Europa della solidarietà. Per superare le linee di frattura causate dai diversi margini di manovra dei bilanci nazionali, dobbiamo pensare a strumenti comuni a livello europeo".

Come modello, hanno indicato il programma del blocco per l'occupazione SURE per contrastare l'impatto della pandemia.

La Francia si è schierata a favore di questo programma, affermando che è necessaria una risposta economica comune dell'Ue. Ma la Germania ha subito ribadito la propria opposizione alla condivisione del debito, affermando che a lungo termine non aiuterebbe la competitività o la sostenibilità finanziaria dei Paesi.

Anche la Danimarca e i Paesi Bassi sono fortemente contrari al debito comune, come lo erano stati durante i negoziati del 2020 sugli stimoli dell'Ue per risollevare le economie dagli effetti negativi causati dalla pandemia.

Trovare una soluzione collettiva alternativa potrebbe essere il modo migliore per evitarlo, ha detto un diplomatico di questo gruppo di Paesi. "Affrontare i prezzi dell'energia in modo europeo farebbe retrocedere un po' la questione del debito comune".

I leader degli Stati dell'Ue dovrebbero discutere la questione nel loro incontro a Praga giovedì e venerdì.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Claudia Cristoferi)