Promising Young Woman è lo spietato thriller dai toni pastello che parla di stupro (senza nominarlo)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Dia Dipasupil - Getty Images
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From ELLE

Come definire Promising Young Woman, il film di Emerald Fennell candidato a ben 4 Golden Globes? Un thriller? Una commedia romantica? Un revenge movie che entra di diritto nella filmografia post #MeToo? Forse è tutte queste cose insieme e allo stesso tempo qualcosa di completamente diverso. È un rape-revenge movie e i richiami al genere non sono certo celati: Thelma & Louise, Baise-moi, Hard Candy, tra gli altri. Eppure la parola "rape", "stupro", non è mai menzionata. Come fa notare il New Yorker si preferiscono altre espressioni: "quello che è successo", "approfittare della situazione", "se l'è cercata", "pensavo avessimo una connessione". La violenza sessuale non si vede, quello che ci viene mostrato sono i suoi effetti devastanti in grado di cambiare per sempre delle ragazze "così promettenti", mentre gli altrettanto promettenti ragazzi vengono assolti senza rimorsi per non "rovinargli la vita". Ma se il mix turbinante di colori, generi, riferimenti può spiazzare e confondere, probabilmente è perché, come scrive Alexandra Heller-Nicholas in uno studio sui rape-revenge movie, "i film stessi riflettono una più ampia confusione culturale sulla violenza sessuale più generalmente". E Promising Young Woman, a conti fatti, è soprattutto un film sulla rape culture e le sue contraddizioni, che colpisce e sconvolge senza alcuna pietà.

Anche Cassie, la protagonista portata in scena da una magnifica Carey Mulligan, incarna mille incongruenze: ha trent'anni ma vive ancora dai suoi, nella sua cameretta da bambina, tappezzata di foto con la sua amica Nina. Era la più brava alla facoltà di medicina, ma ha mollato tutto e ora lavora in un bar, vuole vivere, dimenticare, amare e allo stesso tempo si lascia morire consumata dalla rabbia e dal desiderio di vendetta. Il passato, quello che è successo a Nina e a lei, la costringe in un limbo: di fronte a un mondo maschilista dove la volontà femminile sembra contare meno di zero, Cassie ha fatto della vendetta la sua ragione di vita. Ogni sera si veste, si trucca e esce. Va in un locale e si finge talmente ubriaca da non stare in piedi. Ogni sera un bravo ragazzo si offre di accompagnarla a casa, casualmente la invita nel suo appartamento ed è pronto ad "approfittarsi della situazione". Solo prima che si arrivi al peggio Cassie conclude la sua mise-en-scène e, con un lucidissimo "Cosa stai facendo?", inchioda gli uomini alle loro responsabilità. Almeno per quella sera.

Il piano di vendetta della ragazza, però, va ben oltre e comprende un viaggio nel passato per punire, uno a uno, chi ha agito, chi è stato complice, chi è rimasto a guardare quell'episodio mai nominato. Ma così sarebbe fin troppo semplice. Prima, Fennel (che è autrice della seconda stagione di Killing Eve nonché Camilla in The Crown) vuole darci l'illusione che le cose possano essere diverse, che il genere maschile non sia poi interamente colpevole, che sia davvero possibile superare il trauma anche senza che nessuno se ne prenda la responsabilità. Del resto non è quello che tutti speriamo? Che ci raccontiamo per rassicurarci? Le scene d'amore tra Mulligan e Bo Burnham che interpreta Ryan sono un turbinio di colori e canzoni pop, ci fanno rasserenare, divertire, credere che in fin dei conti "It's not a big deal" e che si possa vivere ignorando la cultura dello stupro in cui siamo immersi. Ma quella che ci propone la regista è, appunto, un'illusione e Fennel non ha alcuna intenzione di fare sconti. Promising Young Women è stato accostato dai critici alla serie HBO I May Destroy You, ma se lì la protagonista è alla ricerca di un modo per continuare a vivere, Cassie arriva a toccare il punto di non ritorno.

Fennel ci conduce inesorabilmente verso quella che, anche se non ci vogliamo credere, è l'unica soluzione possibile. Lo fa con il suo sguardo marcatamente femminile, con una palette sui toni del rosa, trecce bionde, rossetti fragola e unghie color pastello. Senza che nemmeno ce ne accorgiamo, le atmosfere sognanti sfociano nell'incubo, la farsa giocosa diventa horror lì dove empowerment e sacrificio, vendetta e rinuncia, sono parte della stessa medaglia. Una medaglia che è un ciondolo a cuore spezzato, con su scritto "Nina" o "Cassie" e che si tramanda come un testimone sperando, la prossima volta forse, in un finale diverso. Ma Promising Young Woman non è un film che sa di speranza, non per ora. È un pugno nello stomaco che ci dice "Non possiamo più girarci dall'altra parte". Siamo tutti coinvolti.