Proroga stato emergenza: cosa cambia per scuola, lavoro e trasporti

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Martedì 28 luglio il Senato ha dato il via libera alla proroga dello stato di emergenza per il coronavirus fino al 15 ottobre 2020. Secondo il premier Giuseppe Conte, “il virus circola ancora” ed è “imprevedibile”, dunque il governo ha ritenuto necessario estendere la validità delle misure adottate per far fronte al pericolo sanitario. Dura la reazione delle opposizioni, in particolare di Matteo Salvini che ha telefonato al presidente Sergio Mattarella: "Sono sconcertato".

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Ma, polemiche a parte, cosa cambierà per gli italiani? Quali saranno gli effetti dell’ennesima proroga sulla quotidianità dei cittadini? Sottolineando che lo stato di emergenza non significa lockdown, proviamo a ipotizzare come tale decisione impatterà su lavoro, scuola, trasporti e altri settori da qui a metà ottobre.

Smart working

Per i dipendenti pubblici e privati si può ricorrere allo smart working fino al termine dello stato di emergenza. Quando invece si tornerà alla situazione ordinaria, anche i criteri per il lavoro a distanza dovranno essere rivisti. Va detto che la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi (articolo 24 comma 3 del Codice della protezione civile).

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Scuola

Tutte le gare per reperire il materiale necessario a far ripartire la scuola, ma anche a rifornire di dispositivi di protezione gli uffici pubblici e a distribuirli a prezzi calmierati per i cittadini ora, possono essere svolte seguendo un iter più snello. In particolare lo stato di emergenza consente al commissario Domenico Arcuri di acquistare banchi, test sierologici, mascherine, guanti e tutto quel che viene ritenuto necessario per fronteggiare i rischi di nuovi contagi, senza dove applicare il codice degli appalti e quindi accorciando procedure e inevitabilmente i tempi. Si tratta comunque di gare pubbliche, ma alcuni passaggi vengono eliminati proprio per garantire la celerità.

Dubbi permangono, invece, sulle modalità di effettuazione dei concorsi che potrebbero svolgersi anche telematicamente (sono previste a fine settembre). Come sottolineato dal ministro della Pa, Fabiana Dadone, si va verso la completa abolizione del cartaceo con l’adozione di supporti informatici per lo svolgimento delle prove.

La movida e i giovani

Il monitoraggio settimanale effettuato dal ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni sarà aggiornato per tutta la durata dello stato di emergenza, dunque per altri tre mesi. Si tratta di un quadro di situazione che tiene conto di 21 indicatori e calcola l’indice di trasmissione del coronavirus (il famoso Rt) sulla base del numero dei nuovi contagi, dei guariti, dei deceduti ma anche e soprattutto analizzando la tenuta delle strutture sanitarie e in modo particolare i posti liberi nei reparti Covid e quelli delle terapie intensive. Il monitoraggio consente anche di gestire i focolai e di modulare le aperture e le chiusure di alcune aree del Paese. E serve a prendere misure particolari in quelle zone, prime fra tutte quelle della movida, dove è più alto il rischio che si possa avere un aumento dei casi positivi.

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Voli e altri mezzi di trasporto

L’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza a metà luglio prevede il blocco dei voli aerei, dei treni e di tutti gli altri mezzi di trasporto per il collegamento da e per la Serbia, il Montenegro e il Kosovo, i tre Paesi aggiunti alla lista di quelli a rischio per la pandemia da Covid-19, che già comprendeva 13 nazioni. Attualmente lo stop riguarda dunque 16 paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo. L’ordinanza ha imposto invece l’obbligo di quarantena per chi proviene da Romania e Bulgaria. Si tratta di provvedimenti che possono essere presi proprio sulla base dello stato di emergenza. La lista, dunque, potrebbe allungarsi nei prossimi mesi.

Fiere e altri eventi

La proroga consente di rinnovare l’ultimo provvedimento firmato il 14 luglio scorso che ha esteso tutte le misure in vigore e ha rinviato di altre due settimane la riapertura delle discoteche al chiuso e il via libera alle sagre, alle fiere e agli eventi pubblici. Il nuovo Dpcm dovrà essere firmato il 31 luglio. Le Regioni potranno continuare a firmare ordinanze, ma è comunque previsto che consegnino prima le linee guida al governo, che funge da “regista”.

Questione migranti

La gara per reperire una nave da 1000 posti dove sistemare gli stranieri che devono effettuare la quarantena può essere svolta con criteri di urgenza in modo da poterla avere a disposizione nel più breve tempo possibile. Anche tutte le altre scelte collegate alla gestione dei migranti, soprattutto per l’emergenza sanitaria, possono essere fatte seguendo iter più rapidi e snelli.

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