Quali saranno le tendenze più celebrate nel futuro post pandemico?

Di Stefania Carini
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Paulina Kopijkowska - Getty Images
Photo credit: Paulina Kopijkowska - Getty Images

From Harper's BAZAAR

Cosa ci attende nel futuro? Una domanda che ci facciamo sempre, ogni anno, ma che in questa fine 2020 si colora di ben altre sfumature. Un anno che ci ha fatto fare crack, l'anno della pandemia certo, e però per fortuna anche l'anno che ha visto tornare a capo degli Stati Uniti una persona che non ha problemi con i propri capelli. Già, ma che ne sarà di noi? Non è facile dirlo ma qualcuno ci ha provato. E cioè NextAtlas, piattaforma online che utilizza l’Intelligenza Artificiale e algoritmi proprietari per scoprire in anticipo i fenomeni che diventeranno rilevanti su larga scala e cambieranno il mercato e i comportamenti delle persone.

Secondo la loro ultima ricerca, sono cinque parole chiave che caratterizzeranno il racconto del nostro futuro prossimo, i comportamenti social e di consumo e le strategie dei brand, e in senso più lato l’evoluzione della sensibilità delle persone e il cambiamento socioculturale. Parole che alludono a concetti e tendenze più ampie che impattano vari settori: dal cibo alla moda, dal design all’elettronica di consumo, dall’educazione all’imprenditorialità. Si tratta di parole come side hustle, e cioè la proliferazione dei "secondi lavori" legati alla “Passion Economy”, un nuovo modo attraverso cui le persone possono monetizzare le proprie competenze. O come self enhancement termine legato al tema dell'ottimizzazione del sé e sulle proprie performance cognitive. Ma sono le altre tre parole quelle che che più ci interessano, che raccontano che ne sarà di noi nel mondo della moda, del design e perfino del makeup.

Photo credit: Paulina Kopijkowska - Getty Images
Photo credit: Paulina Kopijkowska - Getty Images

La prima parola è clean, e non poteva essere altrimenti. Spesso associata a clean eating, ovvero mangiare sano, poi impiegata come sinonimo di ecologicamente corretto, adesso diventa sinonimo di virus-free/sanificato. L’ossessione significa decluttering e desiderio di sanificare gli ambienti, gli oggetti e le superfici. Alcuni esempi di negozi/prodotti pensati secondo questi desideri? Il flagship store Dr. Jart+ a Seoul, brand di culto del mondo beauty e skincare, allude scopertamente a un laboratorio medicale. Le lampade Integralis di Artemide che, quando la stanza è vuota, emettono raggi ultravioletti che hanno funzione antipatogena. Infine ecco la commistione tra fashion e protectionwear, tendenza già in atto pre-Covid come soluzione contro l'inquinamento: dall'ultima collezione Kenzo fino alla recentissima face shield di Louis Vuitton.

Non meno importante sarà la Regeneration: vanno ripensati radicalmente i modelli di consumo e produzione. Contano la sostenibilità e l'economica circolare. Nel fashion, ad esempio, il second-hand nel 2028 supererà il fast fashion: 64 contro 44 miliardi di dollari. Un ribaltamento rispetto a solo un decennio fa. Intanto H&M ha acquistato il 70% di sell.py, marketplace del second-hand, Burberry ha stretto una partnership con The RealReal, mall del second-hand di lusso, Asos ha lanciato la propria capsule collection ispirata al design circolare (tessuti riciclati, minimizzazione di scarti, consumo energetico e uso di agenti chimici, capi versatili, double face, unisex e oversized).

Photo credit: Paulina Kopijkowska - Getty Images
Photo credit: Paulina Kopijkowska - Getty Images

L'ultima parola chiave per capire che ne sarà di noi è euphoria. A un periodo di restrizioni socioeconomiche, segue un periodo di voglia di libertà. Avremo i ruggenti anni Venti ma traslati in questo nostro secolo, il primo del nuovo millennio? Intanto già si intravedono le prime manifestazioni di questa voglia di godersi la vita. In Asia è stato soprattutto lo shopping (Revenge Shopping), in Occidente il cibo e l’alcol, grazie all'Intuitive Eating, l'esatto contrario del seguire una dieta. Secondo NextAtlas una tendenza pre-pandemica del makeup prenderà sempre più piede. Il riferimento è anche televisivo, e cioè la serie HBO “Euphoria” (in Italia andata in onda su Sky) dedicata alla Gen Z. Le protagoniste femminili hanno lanciato una serie di tendenze esplose poi su Instagram e TikTok. Il makeup diventa quasi una forma d'arte per raccontare le proprie identità multiple. Un makeup esagerato, che a maggior ragione vorremo sfoggiare quando tutto questo sarà finito, quando toglieremo la mascherina e riprenderemo a uscire a viso scoperto.