Quando anche i classici film Disney vengono banditi per razzismo = ma dove andremo a finire?

Di Roberta Cecchi
·4 minuto per la lettura
Photo credit: ERIC FEFERBERG - Getty Images
Photo credit: ERIC FEFERBERG - Getty Images

From Cosmopolitan

Se anche tu da piccola hai viaggiato con la fantasia davanti ad alcuni classici film Disney come Dumbo, Gli Aristogatti e Peter Pan, sappi che da oggi questi cartoni sono stati inseriti nella categoria delle pellicole vietate ai minori di 7 anni all’interno della piattaforma Disney +, poiché alcuni loro contenuti includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazioni o culture. Se stai pensando che si tratti di uno scherzo un po' infelice sappi che purtroppo non si tratta di una "simpatica burla" mal riuscita ma di pura realtà. “Questi stereotipi erano sbagliati allora e lo sono ancora. Piuttosto che rimuovere questo contenuto vogliamo riconoscerne l'impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo” si legge su Stories Matter all'interno del sito della Disney, la quale ha così deciso di rimuovere alcune delle sue pellicole più famose rendendole visibili solo ad un pubblico adulto.

Dumbo, Peter Pan e Il Libro Della Giungla, Gli Aristogatti e Robinson Nell'Isola Dei Corsari sono solo alcuni dei film finiti vittima della censura, ma come è possibile che degli innocui cartoni animati immessi sul mercato 50 o 60 anni fa (e che non hanno mai urtato la sensibilità delle giovani generazioni) oggi abbiano il potere di plasmare o distorcere la percezione del mondo nelle menti dei più piccoli, inculcando loro pensieri negativi come il razzismo o la disuguaglianza, insegnando loro che non siamo tutti uguali e che l’abito fa il monaco? In realtà tutti questi preconcetti razziali sono paranoie da adulti che nulla hanno a che vedere con il mondo dei bambini, dove tutto è innocente e puro. Altrimenti con questa filosofia tutti i cartoni (così come tutti i film) sarebbero meritevoli di censura. In Biancaneve infatti si ironizza sulle persone di bassa statura, in Cenerentola si denigrano le orfanelle, in Alice Nel Paese Delle Meraviglie si spettacolarizzano le persone con problemi mentali mentre in Mulan c'è una chiara discriminazione tra uomo e donna. Per non parlare poi de La Carica Dei 101, dove si insegna a realizzare pellicce con velo pero di cane (anzi no, di cucciolo di dalmata). No ma dico, stiamo impazzendo?

Possibile che tutto questo politically correct ci stia togliendo anche il gusto di guardarci un bel cartone animato in santa pace? Purtroppo sì, e questo ci fa ben capire dove andremo a finire se continuiamo a percorrere questa strada dove ognuno di noi non è più libero di esprimersi, di avere un’opinione o anche solo di creare una favola dove ci sono dei cattivi e dei buoni, così come dei bianchi o dei neri, dei giusti e degli sbagliati. Perché non sia mai che il bambino si svegli una mattina ed invece che voler essere il Principe Azzurro voglia emulare Aladdin ed inizi a rubare. Pura follia.

Ma andiamo nello specifico e cerchiamo di capire quali sono i cartoni Disney che sono stati banditi dalla piattaforma Disney +, venendo etichettati come "contenuti scomodi".

Dumbo

I corvi che si vedono quando Dumbo vola per la prima volta (anche se in modo del tutto involontario) sarebbero un esempio negativo poiché raffigurerebbero degli artisti bianchi che interpretano e ridicolizzano gli africani schiavizzati i quali, un tempo, si trovavano nelle piantagioni del meridione. No scusate, what?

Peter Pan

In Peter Pan è presenta una tribù di indiani che, secondo la mentalità moderna, sarebbe stata schernita poiché definita come “pellerossa”, venendo poi descritta come una popolazione che parla una lingua incomprensibile.

Gli Aristogatti

Il gatto siamese chiamato Shun Gon oggi viene visto come la “caricatura razzista dei popoli dell'Asia orientale con tratti stereotipati esagerati come occhi obliqui e denti da cervo”, come se non bastasse poi hanno anche osato fargli suonare il pianoforte con le bacchette. Quanto cattivo gusto!

Il Libro Della Giungla

Il personaggio di Re Luigi, una scimmia con scarse capacità linguistiche, canta il jazz e viene descritta come pigra e sfaticata. Il personaggio è stato additato di essere una caricatura razzista degli afroamericani. Ma qual è la mente malata che riesce ad arrivare a tali congetture?

Lilli E Il Vagabondo

Anche in questo caso, proprio come ne Gli Aristogatti, i due gatti siamesi Si e Am racchiudono al loro interno degli stereotipi anti-asiatici che ridicolizzano la cultura orientale. Nella scena del canile poi molti randagi vengono fatti parlare con un forte accento tipico dei paesi da cui provengono queste razze canine (Pedro ad esempio è un Chihuahua e parla messicano, mentre Boris il Borzoi ha una forte cadenza russa). Eh no, non vorremo mica ironizzare sugli accenti delle varie popolazioni del mondo, sarebbe altamente scorretto!

Ti è piaciuto l'articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere gli articoli di Cosmopolitan direttamente nella tua mail.

ISCRIVITI QUI