"Quando ho una preoccupazione è più forte di me non riesco a smettere di pensarci"

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Photo credit: fordeno - Getty Images
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Si chiama ruminazione. É il fenomeno per cui continua a riproporsi nella nostra mente un pensiero, un dispiacere, una preoccupazione in modo quasi ossessivo: si tratta di idee su sfondo di emozioni negative relative a fatti che potrebbero accadere, che ci assillano e che riguardano i problemi lavorativi, a casa, sulla nostra salute o dei nostri cari.

La ruminazione raramente si presenta da sola, e quando siamo più stressati del solito, è accompagnata da ansia e problemi gastrointestinali, stanchezza, insonnia o mal di testa (se la preoccupazione riguarda il futuro) o da rimpianti e sensi di colpa (se il fatto è già accaduto).

La ruminazione è una modalità non adattiva. Cosa significa non adattiva? Vuol dire che è automatica, non è di aiuto, non fa sentire meglio e ci isola. Il rimuginio può anche diventare disturbante o pericoloso perché non solo amplifica le emozioni negative che viviamo e riviviamo, ma assorbe le energie mentali e ci distrae mentre guidiamo o studiamo. Ruminare sempre ci da la sensazione di non riuscire a controllare i pensieri proprio mentre cerchiamo di farlo. Spesso al centro della ruminazione ci sono quelli che consideriamo i nostri errori: “avrei potuto” dire o fare, le nostre mancanze o sbagli che ripercorriamo nella mente. Ma la ruminazione non è solo una fatica mentale: le ricerche ci dicono che chi rumina abitualmente mostra parametri peggiori nei livelli fisici di stress e impiega più tempo per calmarsi.

Ci sono modi per contenere la rumininazione? É necessario andare alla base del problema, perché il problema della ruminazione è che conduce ad una spirale negativa di pessimismo senza dare sollievo, come se avessimo un disco rotto nella mente che peggiora l’umore e l’ansia: non per niente alti livelli di ruminazione sono associati a strati ansiosi o depressivi.

Dobbiamo trovare strategie alternative. In prima battuta la ruminazione è un modo di “masticare” un'emozione spiacevole che non va giù. In altre parole la ruminazione, se isolata e transitoria è un modo che usiamo per elaborare un episodio o una situazione spiacevole che viviamo e riviviamo per poterla metabolizzare, per rendere un’esperienza meno spaventosa o dolorosa. Quando però la ruminazione è l’unica strategia di fronteggiamento che ritroviamo questo può diventare faticoso e sfiancante: la quantità di attenzione che il rimuginio assorbe è davvero notevole. In terapia vengono usate diverse strategie per contrastare, spostare o cambiare le modalità con cui le persone affrontano i problemi. Ma il primo passo che può essere fatto in autonomia è osservare cosa accade se si tenta di distrarsi o concentrarsi su altro. Ci sono persone che quando vanno a correre, pur avendo la mente sgombra non pensano più in modo ossessivo e altre che non riescono a disconnettersi dalla preoccupazione nemmeno se sono in una situazione nuova o divertente, se stanno leggendo o stanno ascoltando altri che parlano. A volte è tremendamente difficile trovare delle soluzioni, ma le ricerche ci dicono anche che la soluzione può essere imprevista e inaspettata: sembra infatti che camminare nella natura all’aria aperta riduca la ruminazione in modo significativo e protratto.

Trovare il modo di contenere l'ansia. Il rimuginio è tipico delle persone ansiose e che si preoccupano facilmente. Ma non ho mai incontrato nessuno che abbia risolto un problema ruminandoci sopra. Anche se non può essere fatta una generalizzazione, di norma gli adulti ansiosi sono stati bambini preoccupati con genitori molto protettivi, che si trovavano spesso nella condizione di preoccuparsi eccessivamente di quello che poteva accadere di brutto o sbagliato. Dato quindi che le premesse sono lontane, per chi soffre di ruminazione costante, il rimuginio può anche assumere le forme di una modalità stabile di affrontare i problemi o un’ossessione. L’adulto infatti è come se non fosse stato allenato in precedenza a trovare modalità alternative per esplorare i problemi e affrontarli. Ma il primo passo è proprio questo: accorgerci che stiamo ruminando e provare per un secondo a farci attraversare da un pensiero, senza trattenerlo.

Fermare il ciclo della ruminazione è difficile ma da un enorme sollievo: chi riesce a smettere di rimuginare almeno un momento potrà apprezzare come al suo ritorno non sarà accaduto nulla di tragico, ma avrà notato come saranno cambiati i suoi stati d’animo grazie alla consapevolezza e alla distanza emotiva.

Lara Franzoni è Psicologa e Psicoterapeuta familiare "Molti dei malesseri che colpiscono le persone hanno a che fare con le loro relazioni, spesso di coppia. Mi occupo di sostenere la coppia e i singoli individui ogni volta che una relazione porta momenti di cambiamento nella vostra vita". La trovate su www.psicologiadicoppia.com

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