A quanto pare quello raccontato da Meghan Markle non è stato il primo episodio di razzismo nella royal family

·2 minuto per la lettura
Photo credit: Pool - Getty Images
Photo credit: Pool - Getty Images

Il principe William l'aveva assicurato, detto nero su bianco con tanto di frecciata avvelenata al fratello: "La royal family non è affatto una famiglia razzista". Così, vista anche la dichiarazione ufficiale di Queen Elizabeth ("Le questioni sul razzismo verranno prese molto sul serio e saranno affrontate dalla famiglia in privato"), le affermazioni di Meghan e Harry sul presunto razzismo dei reali inglesi sono passate in secondo piano e si è passati ad altro. Ora però emergono nuovi dettagli: davvero la royal family potrebbe essere un tantino razzista? Stavolta le accuse sembrano ancora più gravi e documentate da prove tangibili.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

A scavare nel torbido è stata un’inchiesta del The Guardian, condotta da David Pegg e Rob Evans, che ha analizzato diversi documenti scoprendo che Buckingham Palace ha impedito almeno fino alla fine degli anni 60 agli "immigrati o stranieri non-bianchi" di ricoprire ruoli di negli uffici reali. What?? Gli anni 60 sono l'altro ieri. Eppure le carte parlano chiaro: nel 1968 il direttore finanziario della Regina Elisabetta ha informato i funzionari pubblici che "non era uso nominare immigrati non bianchi o stranieri" per ricoprire ruoli amministrativi, sebbene fosse loro permesso di lavorare come domestici. Sembra assurdo e, tra l'altro, non è chiaro quando la pratica sia terminata. Non solo: sempre secondo l’inchiesta, esisterebbero delle clausole "controverse" e tutt’ora in vigore che consentono alla Corona di aggirare le leggi contro la discriminazione razziale e sessuale. Altro che polemiche su Harry e Meghan, questa volta le accuse sono pesanti.

Secondo il The Guardian, tra la fine degli anni 60 e la metà degli anni 70 il governo britannico ha cercato di introdurre delle leggi che rendessero illegale il rifiuto di assumere un individuo per motivi di razza o etnia, cosa di per sé decisamente assurda e discriminatoria. La Regina, però, è rimasta personalmente esentata da quelle leggi sull'uguaglianza per più di quattro decenni (Why??). L'esenzione ha reso impossibile per le donne o le persone appartenenti a minoranze etniche impiegate presso la famiglia reale presentare denuncia ai tribunali se ritenevano di essere state discriminate. In una dichiarazione, Buckingham Palace non ha contestato che la Regina fosse stata esentata dalle leggi spiegando che la royal family aveva istituito un processo separato per ascoltare i reclami relativi alle discriminazioni. Il punto, però, è perché fosse necessario esentare la royal family da una legge del genere. La Corona è un'istituzione di stampo conservatore e coloniale quindi risulta molto importante che - con il passare del tempo - si mostri attivamente intenzionata a scardinare retaggi razzisti che non dovrebbero più avere spazio a Palazzo come in nessun altro luogo. Questi documenti, invece, testimoniano proprio il contrario. Bisognerà fare chiarezza e aspettare un'eventuale spiegazione da parte di Her Majesty ma - dopo queste novità - le dichiarazioni di Meghan Markle non sembrano più tanto incredibili, no?

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli